Qualcomm oltre le attese: le vendite di chip per smartphone 5G in crescita del 56% - CorCom

LA TRIMESTRALE

Qualcomm oltre le attese: le vendite di chip per smartphone 5G in crescita del 56%

La carenza di semiconduttori a livello globale non ferma il colosso che rilancia anche sulla chiusura 2021. L’Ad Amon: “Da metà 2022 domanda e offerta saranno allineate”

05 Nov 2021

Veronica Balocco

Rialzo di quasi il 13% del titolo del produttore di semiconduttori Qualcomm: merito di una trimestrale superiore alle attese, trascinata da un aumento delle vendite dei chip per smartphone del 56% rispetto a un anno prima, nonostante la carenza globale di forniture. L’eps adjusted è stato di 2,55 dollari, in rialzo del 76% rispetto a un anno prima, contro i 2,26 dollari attesi dagli esperti. I ricavi adjusted sono stati di 9,3 miliardi di dollari, in rialzo del 43%, contro attese per 8,86 miliardi.

Per il quarto trimestre il gigante dei chip per telefoni cellulari, i cui processori sono presenti in molti nuovi telefoni 5G, si aspetta ricavi per 10-10,8 miliardi, contro i 9,68 miliardi previsti dagli analisti. Nel complesso, l’azienda prevede spedizioni da 500 milioni a 550 milioni di telefoni 5G quest’anno, nonostante la carenza di chip, in un trend di costante crescita della domanda:  “La prima parte del 2022 – ha affermato l’amministratore delegato Cristiano Amon – vedrà ancora carenze. Ma nella seconda parte dell’anno, penso che, in generale, domanda e offerta saranno allineate”. 

Obiettivo emissioni zero nel 2040

E intanto, il produttore di semiconduttori ha sfruttato l’occasione della Cop26, la conferenza sul clima, per comunicare i suoi obiettivi ambientali a lungo termine. Il gruppo ha spiegato di voler raggiungere, entro il 2040, la neutralità del carbonio, ossia il bilanciamento delle emissioni di CO2 con la loro rimozione o riduzione, ad esempio tramite il maggiore utilizzo di energia rinnovabile.

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Il percorso prevede tre fasi. Nella primaQualcomm promette di ridurre le emissioni della categoria Scope 1 e 2 del 50%, rispetto ai valori del 2020, entro il 2030. Le emissioni Scope 1 sono quelle prodotte dalle attività direttamente connesse all’azienda, come gli impianti di riscaldamento e lo spostamento dei veicoli aziendali. Le Scope 2 derivano invece dalla generazione di elettricità, calore e vapore, importati e consumati da Qualcomm.

Il secondo passo prevede la riduzione, del 25% entro il 2030, delle emissioni Scope 3, che non sono sotto il controllo diretto di Qualcomm, dovute anche alle operazioni dei fornitori.

Infine, l’obiettivo delle emissioni nette zero, entro il 2040. Qualcomm ha inoltre promesso di ‘decarbonizzare’ del tutto la sua sede di San Diego, utilizzando energia rinnovabile e compensando il carbonio emesso. Secondo una stima di Imec, un centro di ricerca sulle nanotecnologie, circa il 75% delle emissioni di gas serra, legate ad un dispositivo hi-tech, vengono prodotte quando viene realizzato, con quasi la metà proveniente dal processo di fabbricazione dei chip.

 

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