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LO STUDIO

Quanti posti di lavoro si perderanno con i robot? L’Italia fra i paesi meno pessimisti

Secondo uno studio di Bcg solo il 34% delle nostre imprese teme effetti “nefasti” dalla rivoluzione della robotica. Almeno di qui a cinque anni. Forse perché siamo ancora molto indietro su adozione e implementazione?

09 Lug 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

La maggior parte dei produttori mondiali riconosce che i sistemi robotici avanzati svolgeranno un ruolo importante nella fabbrica del futuro e si dice ottimista riguardo al potenziale aumento dell’uso dei sistemi. Il tutto nonostante l’insoddisfazione in merito all’avanzamento dell’implementazione e delle attuali prestazioni della macchine “robotiche”. Questo il macro-trend che emerge da un recente studio di Boston Consulting Group dedicato all’evoluzione della fabbrica connessa, costruito sulla base di un’indagine che ha coinvolto 1314 fra executive e manager di grandi aziende di tutto il mondo.

I maggiori ostacoli sul cammino della robotica industriale sono i limiti della tecnologia e gli alti costi di acquisizione e implementazione. Inoltre molti produttori fanno fatica a capire come si declinerà lo stabilimento del futuro, di quante e quali competenze si avrà bisogno e di quale dovrà essere l’architettura di sistema.

Con l’aumento della robotica avanzata nei prossimi anni, i produttori si aspettano che molti tipi di funzionalità, tra cui l’utilizzo di più velocità, le applicazioni mobili e il kitting robotico, diventino significativamente più importanti. Circa il 70% degli intervistati del sondaggio descrive queste funzionalità come molto rilevanti per la loro produzione futura. Oggi sono i settori di trasporti e la logistica a spingere maggiormente l’uso della robotica mentre sono molto in ritardo tutti gli altri settori.

In base ai risultati dello studio il 52% dei manager si aspetta che la robotica avanzata diventi uno dei più importanti fattori di miglioramento della produttività entro il 2025. Le aspettative variano in modo significativo a livello regionale. S le aziende in Europa e in Asia hanno maggiori probabilità rispetto a quelle del Nord America di vedere la robotica avanzata come un importante fattore di produttività già nella fase presente, quelle nordamericane hanno grandi aspettative per il futuro. Il numero di aziende statunitensi che si aspetta che la robotica avanzata diventi il fattore di produttività più importante entro il 2025 è di 12 punti percentuali in più rispetto al numero a chi lo considera oggi come il driver più importante.

Da non sottovalutare la questione occupazionale: la maggior parte dei partecipanti al sondaggio prevede l’utilizzo di robot avanzati per ridurre il numero totale di dipendenti nella propria azienda, sebbene le differenze regionali siano evidenti nei risultati. Tra i partecipanti provenienti da società asiatiche, il 56% prevede che il numero di dipendenti diminuirà di almeno il 5% entro i prossimi cinque anni. Questa aspettativa è stata più forte tra i partecipanti delle aziende cinesi: il 67% di loro prevede un calo del numero di dipendenti di almeno il 5% e il 21% prevede una riduzione superiore al 20%. Meno partecipanti provenienti dal Nord America (50%) e dall’Europa (44%) prevedono un calo di almeno il 5%. L’Italia con il 34% è fra i Paesi che prevede meno impatti.

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