I FONDI PUBBLICI

Reti idriche, il digitale chiave di volta: 293 milioni di fondi Pnrr

Il ministero delle Infrastrutture assegna la seconda tranche di risorse per gli investimenti in progetti di riduzione delle perdite e monitoraggio continuo. Entro fine 2024 circa 45.500 chilometri di condotte ad uso potabile dovranno essere attrezzati con strumentazioni e sistemi di controllo innovativi

Pubblicato il 18 Gen 2023

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Ridurre le perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua e realizzare i relativi interventi di digitalizzazione e di monitoraggio delle infrastrutture: è con questi obiettivi che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti mette sul piatto 293 milioni di euro nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Dei 33 progetti selezionati, 19 interessano le regioni del Nord e del Centro (per complessivi 536 milioni di euro) e 14 quelle del Sud (per complessivi 364 milioni di euro).

Si tratta di una seconda tranche di finanziamenti: in totale sono stati assegnati 900 milioni di euro per 33 interventi volti a ridurre le perdite di acqua potabile nella rete degli acquedotti.

Monitoraggio innovativo per la riduzione degli sprechi

Entro il 31 dicembre 2024 circa 45.500 chilometri di condotte ad uso potabile saranno attrezzate con strumentazioni e sistemi di controllo innovativi per la localizzazione e la riduzione delle perdite, favorendo una gestione ottimale della risorsa idrica, riducendo gli sprechi e limitando le inefficienze, migliorando allo stesso tempo la qualità del servizio erogato ai cittadini. Il progetto prevede che a marzo 2026 tali interventi siano estesi a circa 72.000 chilometri di condotte.

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In arrivo anche 482 milioni da React Eu

I 900 milioni stanziati nell’ambito del Pnrr, utilizzati anche per la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti, rappresentano solo una parte dei fondi messi a disposizione dal Ministero per ridurre le perdite di acqua nelle reti di distribuzione: altri 482 milioni sono infatti previsti nel quadro del programma europeo React Eu attraverso il Piano Operativo Nazionale (Pon) Infrastrutture e Reti.

Secondo un documento presentato dal Ministero a inizio 2022, il nostro Paese sconta una cronica carenza, vetustà e scarsa digitalizzazione delle infrastrutture. Pesa inoltre l’uso improprio della risorsa: un terzo dei consumi domestici di acqua potabile viene usato per lavare auto, irrigare giardini e lavare strade. Il rapporto sottolinea poi la frammentazione del settore e la tariffa idrica ridotta (2,11 euro/metri cubi che, a livello medio nazionale, è tra le più basse d’Europa, la metà di quella francese e il 40% di quella tedesca).

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