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DL SALVA IMPRESE

Riders, più diritti e stop al cottimo (ma solo tra un anno)

Via libera delle commissioni Lavoro e Industria al Senato all’emendamento: ai ciclofattorini riconosciuti tutele previdenziali e assicurative, malattia e congedi parentali. Introdotto l’obbligo di contratto scritto. Ecco le novità

21 Ott 2019

F. Me

Allargamento dei diritti dei riders ampliando le tutele del contratto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione “prevalentemente” personali, e non più “esclusivamente” personali. Lo prevede l’emendamento del Governo al dl Salva imprese approvato dalle commissioni Lavoro e Industria al Senato.

La modifica interviene su uno dei dlgs attuativi del Jobs act e, in combinato disposto con l’allargamento dell’applicazione ai lavoratori delle piattaforme digitali, amplierebbe la platea di riferimento. Ai riders, quindi, sarebbero riconosciuti tutela previdenziale e assicurativa, malattia, congedi parentali.

In arrivo, poi, anche l’obbligo di contratto scritto, oltre a quello di ricevere informazioni utili su tutele, diritti e sicurezza. Sul compenso, invece, si punta a stabilire lo stop al cottimo, ma solo tra un anno. Il provvedimento licenziato dal Governo stabiliva che il compenso per i ciclofattorini “può essere determinato in base alle consegne effettuate purché in misura non prevalente”. Fattispecie che l’emendamento di maggioranza cancella. Si stabilisce, invece, che siano i contratti collettivi a definire i criteri di determinazione del compenso complessivo, tenendo conto delle modalità di svolgimento della prestazione e dell’organizzazione del committente. Qualora non ci fosse il Ccnl, i riders non potranno comunque essere retribuiti sulla base delle consegne effettuate. Inoltre, la modifica punta a stabilire una garanzia di compenso minimo orario sulla base dei minimi tabellari stabiliti dagli stessi contratti collettivi nazionali di settori affini o equivalenti. La norma, però, entra in vigore solo dopo 12 mesi dalla legge di conversione del dl.

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