INNOVAZIONE

Riforma dei brevetti, conclusa la consultazione: sul piatto 30 milioni

55 i contributi arrivati al Mise sul piano che punta a rinnovare le norme che regolano la proprietà industriale, migliorando l’accessibilità al sistema di protezione soprattutto per le Pmi

03 Giu 2021

F. Me

Giorgetti

Il Mise accelera sulla riforma della proprietà industriale. Si è conclusa la prima fase del percorso di riforma della proprietà industriale così come delineato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che destina 30 milioni di euro per l’attuazione della strategia 2021-2023.

Al termine della consultazione pubblica, avviata lo scorso 29 aprile, sono risultati 55 i contributi inviati al Ministero dello Sviluppo economico da imprese, associazioni, università, professionisti, cittadini e altre amministrazioni.

L’obiettivo principale della riforma, promossa dal Ministro Giancarlo Giorgetti, è quello di favorire un moderno sistema di protezione e valorizzazione della proprietà industriale, che consenta al Paese di puntare sugli investimenti in conoscenza e tecnologie innovative.

I contributi pervenuti verranno valutati dal Ministero, che adotterà entro il mese di giugno il documento definitivo. Il primo provvedimento attuativo della riforma sarà invece la stesura del disegno di legge di revisione del Codice della Proprietà industriale.

Il piano del Mise

Il piano strategico nazionale sulla proprietà industriale per il triennio 2021-2023, è stato elaborato dal Ministero dello Sviluppo economico  e le linee guida sono state presentate dal Ministro Giancarlo Giorgetti insieme al Vice Ministro Gilberto Pichetto Fratin e ai rappresentanti delle confederazioni imprenditoriali.

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“Un moderno sistema di protezione della proprietà industriale rappresenta”, ha spiegato Giorgetti, “un elemento centrale nella definizione di una strategia di sviluppo e di politica industriale che mira a favorire la crescita economica del Paese. Per questo motivo il Mise e il Governo hanno deciso di inserire questa importante riforma nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che punta sugli investimenti in conoscenza e tecnologie innovative”.

Il documento tiene conto, inoltre, di quanto indicato dalla Commissione europea nel “Piano di azione sulla proprietà intellettuale per sostenere la ripresa e la resilienza dell’Ue, individuando – si legge in una nota Mise – alcuni macro-obiettivi sulla proprietà industriale: migliorare l’accessibilità al sistema di protezione; incentivare l’uso e la diffusione, in particolare da parte delle Pmi; facilitare l’accesso ai brevetti e la loro conoscenza, garantire un rispetto rigoroso della normativa per contrastare la contraffazione e la pirateria, rafforzare il ruolo dell’Italia nei consessi europei ed internazionali.

Il ruolo dei diritti di proprietà industriale

In uno scenario in cui tecnologia e conoscenza sono divenuti fattori essenziali per la competitività e la crescita, i diritti di proprietà industriale rivestono un ruolo cruciale poiché consentono di proteggere le idee, le opere e i processi frutto dell’innovazione, assicurando un vantaggio competitivo a beneficio alle imprese. Tutelare e valorizzare l’innovazione sono le linee di intervento strategico che devono accompagnare la promozione del Made in Italy, in modo da consentire alle eccellenze del nostro sistema produttivo di conquistare nuovi mercati continuando ad investire sul futuro.

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