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STRATEGIE

Robot, per ora solo un bluff: Google vende Boston Dynamics

Nessun prodotto commercializzabile nel breve termine all’orizzonte. Finisce dopo appena due anni l’avventura dell’azienda con gli umanoidi. Ma la società interessa a Toyota e ad Amazon che già usa gli “automi” nei magazzini

18 Mar 2016

Patrizia Licata

Alphabet, la capogruppo di Google, ha deciso di vendere Boston Dynamics, azienda della robotica acquisita circa due anni fa: lo riporta l’agenzia di stampa Bloomberg citando persone vicine al colosso della Silicon Valley che spiegano che Alphabet non vede potenziale di guadagno in questa sua società.

Interessati a comprare Boston Dynamics ci sarebbero Amazon.com e Toyota Research Institute (TRI), società di ricerca e sviluppo che fa capo al colosso automobilistico Toyota Motor.

Alphabet aveva acquisito Boston Dynamics nel 2013; la società è nota per aver costruito robot degni di un film di fantascienza, spesso sviluppati insieme, o finanziati, dalle forze militari americane. Boston Dynamics produce per esempio Cheetah, il robot dotato di gambe più veloce al mondo, e RiSE, un robot che scala in verticale, su pareti, alberi, staccionate. Altri prodotti di Boston Dynamics sono Spot, robot a quattro zampe usato dai Marines, BigDog e Atlas.

Amazon ha installato migliaia di robot nei suoi magazzini per gestire con efficienza e velocità le consegne e ridurre i costi operativi; per questo la divisione di Alphabet potrebbe interessarle. Da parte sua, Toyota Research Institute ha annunciato a gennaio di aver assunto un team di scienziati e ingegneri per potenziare la ricerca su robot e intelligenza artificiale.

Google ha comprato più di dieci società di robotica, accorpandole nella divisione Google X. L’acquisto di Boston Dynamics (che però non è mai stata integrata in Google X) era stato voluto da Andy Rubin, ex capo della unit Android, e poi impegnato a mettere insieme un team di specialisti di robotica (circa 300) col nome di Replicant. Rubin ha lasciato Google a ottobre 2014. Tuttavia, secondo Bloomberg, è sempre mancata una leale collaborazione tra i team di robotica di Google e di Boston Dynamics: questo ha reso più difficile arrivare a un prodotto commercializzabile nel breve termine, convincendo la parent company Alphabet che da Boston Dynamics non c’è modo di generare introiti.

Già a dicembre, Google aveva assorbito il team Replicant all’interno di Google X; Astro Teller, capo di questa divisione, aveva indicato agli ingegneri che se i robot non sono la soluzione ai problemi che Google è interessata a risolvere, allora verranno spostati a lavorare su altro.

Secondo Bloomberg, però, non è solo questione di revenues e strategie, ma anche di immagine: considerati i tanti video apparsi su YouTube e Facebook con i fantascientifici, e anche un po’ inquietanti, robot di Boston Dynamics, Alphabet ha temuto di essere associata con una precisa volontà di sviluppare i robot umanoidi, che magari toglieranno lavoro alle persone. Questo per Google equivale a “cattiva pubblicità”, come ha indicato Courtney Hohne, capo delle comunicazioni esterne di Google e portavoce di Google X.