LA TRIMESTRALE

Samsung la crisi dei chip affonda i conti: utile netto a -23,7%

Pesano anche le perfomance del mercato smartphone. Le tensioni geopolitiche e la crisi si stagliano sul 2023. I risultati annunciati contestualmente alla nomina del nuovo presidente, Lee Jae-yong: si apre la terza generazione

27 Ott 2022

Domenico Aliperto

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Samsung Electronics chiude il terzo trimestre del 2022 con utili netti in calo del 23,6% annuo a 9.380 miliardi di won (6,6 miliardi di dollari) su ricavi in frenata del 3,8% a 76.780 miliardi. Si tratta della prima perfomance negativa dell’utile trimestrale in quasi tre anni. La causa va ascritta alla contrazione dei prezzi e della domanda di chip di memoria. Pesa anche il rallentamento del mercato di smartphone ed elettrodomestici legato all’inflazione e alla situazione dell’economia globale. La battuta d’arresto registrata da Samsung riflette d’altronde quella di un altro colosso sudcoreano dell’elettronica, Sk Hynix, ed è allineata ai risultati pubblicati in questi giorni dai colossi tecnologici americani.

La prospettiva per il 2023

Nel corso del 2023 la società prevede in una certa misura una ripresa della domanda, ma è probabile che le incertezze macroeconomiche persistano. “La divisione Ds (Device Solutions) dovrebbe essere in grado di soddisfare attivamente la domanda di prodotti ad alta densità ed espandere i contributi dai nodi avanzati e l’adozione di nuove applicazioni. La divisione Dx (Device eXperience) continuerà a rafforzare la leadership nei segmenti premium e a migliorare l’esperienza di connettività multi-dispositivo su dispositivi mobili, Tv ed elettrodomestici”, si legge in una nota del gruppo. “Nel settore della memoria, dopo un primo semestre smorzato, la domanda dovrebbe rimbalzare concentrandosi sui server, con la ripresa delle installazioni dei data center. La società prevede di allineare la propria strategia di fornitura alle prospettive di mercato a medio termine, tenendo conto della limitata produzione complessiva del settore. Con la riorganizzazione dell’attività SoC, l’attività System Lsi rafforzerà ulteriormente la competitività e si prevede che l’attività Foundry rafforzerà la leadership nella tecnologia dei nodi avanzati e acquisirà nuovi ordini nei segmenti Hpc e automotive”.

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La nomina di Lee Jae-yong

Le perfomance finanziarie sono state divulgate dall’azienda contestualmente all’annuncio della nomina del nuovo presidente esecutivo, Lee Jae-yong. L‘erede di terza generazione del conglomerato sudcoreano prende le redini dell’azienda due mesi dopo aver ottenuto la grazia per la sua condanna in uno scandalo di corruzione dell’ex premier Park Geun-hye, che ha portato al rovesciamento del governo.

La promozione di Lee è più che altro simbolica, in quanto ha guidato il gruppo Samsung in qualità di vicepresidente dell’azienda di elettronica dal 2014, quando il padre, l’ex presidente Lee Kun-hee, morì per infarto.

Il manager 54enne deve ora affrontare uno dei momenti più complessi della sua carriera. Il caos scatenato dall’invasione russa in Ucraina e l’aumento dei tassi di interesse imposti dalle banche centrali per contrastare l’aumento dei prezzi hanno rallentato la spesa dei consumatori per dispositivi tecnologici e sgonfiato le vendite di chip. Samsung e altri produttori di semiconduttori stanno anche affrontando nuove restrizioni statunitensi sulle esportazioni di semiconduttori avanzati e apparecchiature per la produzione di chip in Cina.

A questo si aggiunge il fatto che Lee deve ancora affrontare un altro procedimento penale, con l’accusa di manipolazione del prezzo delle azioni e violazioni di audit relative alla fusione del 2015.

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