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IL CASO

Scorporo rete Tim, De Puyfontaine: “Può avere un senso”

Il presidente esecutivo in un’intervista a Repubblica apre all’ipotesi ma solo se l’obiettivo è “migliorare la neutralità e arrivare prima alla digitalizzazione del Paese”. Sul golden power nessuna battaglia: “Non faremo ricorso”

27 Ott 2017

Mila Fiordalisi

La separazione della rete Tim? ” Ha un senso se ci si pone l’obiettivo di migliorare ancora la neutralità e di arrivare prima alla digitalizzazione del Paese”. Il presidente esecutivo di Tim Arnaud de Puyfontaine, in un’intervista a Repubblica, affronta le questioni chiave per il futuro della società di telecomunicazioni finita sotto i riflettori del governo al punto da sortire il ricorso al golden power.

“Condivido la posizione del governo italiano sulle problematiche legate alla sicurezza nazionale – sottolinea il presidente -. Accettiamo il golden power e ci confronteremo sulle cose che ci vengono richieste, avendo cura che gli interventi da fare non danneggino l’attività operativa dell’azienda”. L’intenzione dell’azienda – puntualizza De Puyfontaine – “è avviare un dialogo per arrivare ad una soluzione condivisa”. E nel caso non si arrivi a un accordo “non ci sarà alcun ricorso da parte nostra“.

Riguardo specificamente al tema della rete e all’eventualità di uno spin off “Genish ed io lavoriamo su questo fronte con pragmatismo”, ha detto il presidente. “Capiamo l’interesse nazionale, studieremo il dossier assieme al governo: l’importante è fare l’ interesse di tutti gli stakeholder”. Ma l’azienda nel frattempo continua a spingere gli investimenti sulla propria rete ultrabroadband e non considera rischiosa la doppia rete (in riferimento all’infrastruttura in via di realizzazione da parte di Open Fiber). “Penso che per il mercato è sempre meglio avere più attori che investono, con una visione di lungo corso”, ha detto. Infine, riguardo all’ipotesi di un’eventuale ingresso di nuovi soci, “è prematuro discutere ora l’opzione, prima concentriamoci sui nostri obiettivi”.

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