Siae, parte la corsa al dopo-Paoli - CorCom

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Siae, parte la corsa al dopo-Paoli

Le associazioni di categoria chiedono che la scelta cada nuovamente su un autore. E chiedono che il futuro presidente garantisca trasparenza, competenza, con un occhio alle nuove generazioni. E già spuntano i primi nomi

26 Feb 2015

L.M.

Si apre la corsa alla successione a Gino Paoli alla presidenza della Siae, Società italiana degli Autori ed Editori. Dopo le dimissioni del cantante accusato di evasione fiscale per aver portato in Svizzera illegalmente due milioni di euro, si fa i conti con l’eredità lasciata dall’autore genovese mentre si inseguono i rumors sul nome del suo successore.

Varie associazioni di categoria esprimono rammarico per l’addio di Paoli, che sarà ricordato, oltre che per le beghe fiscali, come paladino della battaglia sullequo compenso, ovvero quella sorta di royalty applicata sui dispositivi (smartphone, tablet, pc, chiavette) che viene pagata dai produttori ma va inevitabilmente a ricadere sugli utenti finali. L’importo viene raccolto dalla Siae che lo redistribuisce agli autori. È infatti un modo, previsto dalla legge, di compensare i detentori del diritto d’autore della possibilità che gli utenti usino i propri device per fare una “copia privata” di film o musica acquistati. A giugno scorso un decreto del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ha alzato i compensi per copia privata da 90 centesimi a 4 euro e di recente il Consiglio di Stato ha confermato la piena legittimità della copia privata. Quindi una battaglia vinta (anche) dalla Siae e dal suo presidente Gino Paoli, che non ha mai esitato ad attaccare frontalmente le multinazionali della tecnologia, furiose con il provvedimento che porta inevitabilmente a un aumento del prezzo dei device e di conseguenza a una potenziale diminuzione di ricavi per i big tecnologici.

Ora che Paoli è fuori – alle prese con una situazione personale che non dà certo lustro al nome di una Società già ampiamente contestata per vari motivi (carenze nella gestione organizzativa, distorsione nella redistribuzione dei diritti, familismo) – chi raccoglierà il testimone? Dai comunicati delle associazioni legate alla Siae emerge un primo identikit.

Il Consiglio Direttivo della Federazione Editori Musicali e Anem, Associazione Nazionale Editori Musicali, auspica che “il Consiglio di Sorveglianza continui a riconoscere la centralità dell’Autore all’interno della filiera creativa, designando quale nuovo Presidente della Siae una figura unanimemente condivisa che possa farsi garante di quella unità, efficienza e trasparenza di cui la nostra Società ha estremamente bisogno in questo momento”.

AudioCoop – Coordinamento tra le Etichette Discografiche Indipendenti, con AIA – Associazione Italiana Artisti e Rete dei Festival – Rete Italiana tra i Festival per Emergenti, si augurano che “questa sia per tutti l’occasione di un ripensamento e di una riflessione per una Siae sempre più rinnovata, dinamica, attiva e al passo con gli attuali tempi di cambiamento e le nuove generazioni”. Le associazioni insistono sulla necessità di “un rinnovamento anche generazionale, capace di guardare al futuro del mercato e improntato alla massima valorizzazione del Made in Italy e chiedono esplicitamente “una figura autorevole e dialogante, proveniente dal mondo degli Autori”. O, “in alternativa una persona esterna comunque esperta di un settore così particolare, vicina alle giovani generazioni sia per dati anagrafici che per percorso professionale”.

Sul fronte politico, la deputata Pd, Francesca Bonomo, lungi dal fare nomi, mette fretta, augurandosi che si “riesca ad individuare velocemente un nuovo presidente evitando il commissariamento della Società”.

Fra i nomi che circolano, tre li fa l’avvocato Guido Scorza: Filippo Sugar, editore musicale, patron della Sugar Music ed ex presidente della Fem; l’avvocato Domenico Luca Scordino, già sub-commissario della Siae, e Federico Monti Arduini, il Guardiano del faro di un tempo, autore di successo poi diventato grande editore con Caffè concerto.

Corrispondono a grandi linee alla figura dell’ “autore” su cui insistono le associazioni e della personalità “dialogante”. Un po’ meno a quella del “giovane”, criterio comunque sempre piuttosto relativo.

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