Between: Roma la città più smart per turismo e cultura - CorCom

IL RAPPORTO

Between: Roma la città più smart per turismo e cultura

Smart Culture & Travel la nuova sezione dello Smart city index 2014 di Between . Dopo la capitale si piazzano Bologna, Torino e Firenze. Tra le città di medie dimensioni vincono Rimini e Ferrara, tra le piccole Siena e Urbino

14 Mar 2014

Antonello Salerno

E’ Roma la città più “smart” nel Turismo e nella Cultura, grazie ad un sistema di portali tematici che permette di informarsi e prenotare alberghi e monumenti, un sistema bibliotecario all’avanguardia sotto il profilo tecnologico e molti servizi all’utenza via web e “app”. E’ il risultato del report tematico “Smart culture & travel”, pubblicato oggi come anticipazione dello Smart City index 2014 di Between, e dedicato a come le città italiane si stanno muovendo verso il digitale nel turismo e nella cultura: come ricorrono al web per la promozione e la vendita, come usano i social network per segmentare la clientela e per legare i propri servizi a communities di turisti, come erogano via “app” servizi in mobilità, come valorizzano la cultura attraverso le nuove tecnologie: multimedialità, musei virtuali, realtà aumentata, web communities culturali, eCommerce, e così via.

Le prime posizioni in classifica sono occupate da città metropolitane, come succede anche per molte aree tematiche dello Smart City Index più generale: Roma, Bologna, Torino e Firenze sono le prime quattro.

Le medie città d’arte e di turismo seguono in classifica: Rimini, Ferrara, Ravenna, Bolzano e Bergamo sono comunque nella “top 10”. Tra le città piccole Siena è l’unica tra le prime dieci e insieme a Urbino l’unica tra le prime 20. Reggio Calabria è la prima città del Sud (all’11mo posto), e complessivamente sono solo sei le città meridionali in prima fascia, con Lecce, Cagliari, Olbia, Catania, Napoli e Potenza.

“Tutti i Comuni capoluogo hanno un sito web – si legge in una nota di Between – ma meno della metà essi ha un portale specifico per il turismo ed ancora meno (il 17%) un portale specifico per la cultura”. Ma oltre alla presenza del portale specifico, contano la ricchezza e la profondità delle informazioni riportate, nonché i servizi interattivi e transattivi che sono offerti ai turisti. “Solo il 14% dei Comuni – prosegue il comunicato – offre sul web la possibilità di prenotare le strutture ricettive, a partire dal proprio portale specifico o dalle proprie pagine dedicate al turismo e alla cultura. Solo 4 comuni consentono l’acquisto online di biglietti per i punti di interesse (musei, monumenti, ecc.). Nei casi più carenti, l’informazione è troppo dispersa sui vari siti web territoriali, manca un punto d’ingresso unico e mancano link chiari tra i portali fatti dai vari enti pubblici”.

Facebook, Twitter e YouTube si stanno affermando come i nuovi canali di comunicazione rivolti alle generazioni più giovani, all’utenza web più evoluta, ai turisti più attenti alla dimensione «social» delle loro vacanze, basata sulla condivisione, sullo scambio di consigli e sull’analisi della valutazione degli altri utenti.

“In 6 Comuni capoluogo su 10 – spiegano da Between – è presente almeno un canale ufficiale Facebook, Twitter o YouTube, ma meno di metà di essi (29%) è dotata di tutti e tre questi canali. Più di metà (54%) sono i Comuni con un canale ufficiale Facebook, mentre un po’ meno diffusi risultano i canali ufficiali su Twitter (44%) e YouTube (41%)”

“Il turista è per sua natura mobile, per questo è importante erogare i servizi turistici e culturali anche sugli smartphone. Molti Comuni si stanno dotando di ‘app’ ufficiali, ma poche di esse sono specificatamente pensate per offrire informazioni turistiche o culturali “a tutto tondo” su una città. In definitiva meno di un Comune su dieci ha una ‘app’ specifica dedicata al turismo o alla cultura della città”. Si riscontrano invece numerose iniziative o sperimentazioni di “app” per la realtà aumentata (ad esempio su singoli monumenti), che risultano presenti in un Comune su 4.