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L’INTERVISTA

Software defined network, Tognon (Maticmind): “Mercato vicino alla svolta”

Il senior business developer: “In 25 anni è stata fatta tantissima strada. Ora manca soltanto la killer application, ma sono convinto che sia dietro l’angolo. La complessità tecnologica cresce, ma l’utente vede soltanto i benefici di reti sempre più flessibili ed efficienti”

25 Giu 2019

Antonello Salerno

“Nel mondo del Software Defined Network ci troviamo di fronte a un momento di svolta. Per capirlo basti pensare alla strada che è stata fatta negli ultimi 25 anni, passando dalla presenza di un solo computer connesso a Internet tramite Isdn alle reti dinamiche di oggi. Quello che ancora manca è una killer application, ma sono convinto che arriverà presto, e determinerà un’accelerazione decisa e necessaria per chi vorrà rimanere competitivo sul mercato”. A parlare in un’intervista a CorCom delle prospettive dell’Sdn è Massimiliano Tognon, Senior Business Developer di Maticmind, System Integrator specializzato in soluzioni a valore aggiunto nell’ambito del Data Center & Cloud, collaboration, security, application e networking. La società conta in Italia su undici sedi e oltre 700 dipendenti, per un fatturato che supera i 236 milioni di euro.

Tognon, come si può spiegare in parole semplici cos’è l’Sdn e a cosa può essere utile nel business?

Basta fare un passo indietro negli anni 2000, e ricordare che a quei tempi le attività nei data center venivano svolte da server fisici dedicati a singoli compiti, con un hardware specializzato per ogni funzione. Con il tempo questo paradigma è cambiato di molto, le macchine sono diventate sempre più potenti: oggi è impensabile utilizzarle per far svolgere loro un unico compito. Da qui è nata la virtualizzazione: uno o più server fisici uniti da un software che appaiono all’utente come un’unica unità di potenza da gestire dinamicamente a seconda delle necessità.

Come si collega questo all’evoluzione delle reti?

Per le reti sta accadendo la stessa cosa: quelle di un tempo erano molto statiche, nate per compiti specifici e delimitati. Oggi su queste infrastrutture viaggiano invece un’infinità di servizi, le macchine diventano sempre più potenti e si cerca di disaccoppiare il “ferro” fisico dall’intelligenza principale, in modo che questa abbia un colpo d’occhio su tutta la rete.

Quali sono i vantaggi?

Grazie alla virtualizzazione quando un server raggiunge soglie critiche può spostare e razionalizzare i carichi di lavoro.  Lo stesso succede nell’ambito delle reti. Uno dei primi vantaggi è l’efficienza, la possibilità di gestire la rete in maniera proattiva, a seconda dei bisogni del momento. Questo è ovviamente possibile grazie a tecnologie molto complesse, in cui la complessità rimane però nascosta all’utente finale. I vantaggi nel business consistono essenzialmente nel massimizzare l’efficienza della rete, riducendo il numero delle macchine necessarie per svolgere un compito e bilanciandone i carichi di lavoro, il tutto grazie al fatto che un orchestratore assegna le risorse a seconda delle necessità. E poi la velocità, ovvero, la possibilità di adattarsi in tempo reale all’elasticità della richiesta

Come si lega l’Sdn con il 5G?

Nel 5G con un solo accesso radio si copre un chilometro quadrato e un milione di apparati con connettività di un giga. Con questa capacità di banda le informazioni che viaggiano in rete saranno sempre di più e più complesse, e le risorse andranno gestite in maniera molto dinamica: ci sarà bisogno di elasticità, di una rete in grado di cambiare e adattarsi. E l’Sdn potrà dare un contributo fondamentale in questo senso

A che genere di azienda sono più utili queste soluzioni? Qual è il target dell’offerta di Maticmind?

I clienti principali di Maticmind sono medie e grandi aziende “digitali”, che fanno cioè un forte utilizzo di prodotti su data center o in cloud. Il nostro ruolo è quello di affiancarli e consigliarli nello scegliere le soluzioni più adatte alle loro esigenze, perché non esiste un solo cloud, e non ce n’è uno per definizione migliore di un altro. Oggi l’Sdn non si chiude nel data center del cliente, ma si allarga ai cloud e ai data center dei service provider, per ottenere performance che altrimenti non potrebbero essere raggiunte.

Quali sono i servizi a valore aggiunto che possono essere più utili a chi si avvicina a questo campo?

Noi proponiamo con convinzione ai nostri clienti di poterli affiancare nella gestione e nel controllo dell’infrastruttura, campo su cui abbiamo un’esperienza pluriennale e in cui potrebbero trovare difficoltà a reperire sul mercato figure specializzate. Il nostro punto di forza è quello di saper consigliare a ogni utente il servizio migliore per le sue necessità, plasmandolo secondo le indicazioni di budget, bisogni e prospettive.

Questo contribuisce a ottimizzare il rapporto, per i vostri clienti, tra spesa e qualità delle prestazioni che riescono a ottenere?

Di sicuro sì. Implementando soluzioni di Sdn gli utenti riescono ad avere una rete dinamica e sempre sotto controllo, in cui i problemi si risolvono in tempo reale limitando al minimo le interruzioni di servizio e i downtime, che spesso possono danneggiare gravemente il business. Sta accadendo quello che è già successo per le automobili: una volta si riparavano con fil di ferro e cacciavite, oggi sono molto più complesse dal punto di vista tecnologico, ma questa complessità è nascosta all’utente finale, che si accorge soltanto dei benefici: guidarle è più semplice, nonostante siano più complicate.

Tema cybersecurity: per un manager vecchio stampo questo passaggio all’Sdn può rivelarsi complicato?

Il problema si pone, ma può essere superato se si allarga il discorso: il paradigma “software defined” non si limita al network, ma riguarda progressivamente sempre più tutto l’universo collegato, a iniziare dallo storage, dalla security e dai data center. E come questo sistema offre più efficienza alle reti, allo stesso modo offre prestazioni migliori anche nel campo della sicurezza. Noi siamo stati abituati a ragionare in termini di box e di appliance, ma oggi i box diventano funzionalità di rete virtualizzate e possono essere spostate e gestite ovunque. Questo concetto mette in crisi il principio del firewall, e indica la strada di una sicurezza più “smart”, ma non meno efficiente in termini di risultati.

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