IL RAPPORTO

Startup italiane al raddoppio nel fintech, investiti 30 milioni

Fotografia scattata da Pwc e NetConsulting Cube: censite 235 nuove società che scommettono su big data, Internet of Things, blockchain e AI per il settore bancario e assicurativo

Pubblicato il 02 Mag 2018

Startup italiane al raddoppio nel fintech, investiti 30 milioni
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Sono 235 le startup che stanno innovando la finanza in Italia in un’ottica fintech: raccolti lo scorso anno circa 30 milioni di euro di investimenti. Dall’app per i pagamenti Satispay alla Borsa del credito, dalla piattaforma per finanziare i crediti commerciali Credimi a Moneyfarm per le scelte di investimento.

La loro mappa, realizzata da Pwc e NetConsulting Cube, è stata presentata al convegno FinTech innovation – by Maker faire Rome. Le startup censite sono più che raddoppiate rispetto al 2015 e le contraddistinguono l’applicazione di tecnologie digitali come big data, Internet delle cose, blockchain e intelligenza artificiale al settore bancario e assicurativo. E per il futuro, spiega la curatrice del rapporto, Rossella Macinante, “sempre più normative incoraggiano lo sviluppo e la crescita di startup fintech” come la direttiva europea Psd2. “Questi nuovi strumenti finanziari possono sostenere le imprese e aiutare i risparmiatori”, afferma il promotore del convegno, Alessandro Collesano.

“Il conto corrente si apre online in pochi minuti, i prestiti che si ottengono in 48 ore senza presentare troppi documenti. E’ una finanza più semplice, più veloce e più accessibile”, osserva il fondatore di Credimi e rappresentante dell’associazione ItaliaFintech, Ignazio Rocco di Torrepadula. “Il fintech è un’opportunità impressionante per tutto il sistema Italia e in particolare per le piccolissime imprese”, aggiunge il banchiere Roberto Nicastro, angel investor del settore. “La foresta di pietra che per anni ha rappresentato il rapporto tra banche e piccole imprese non esiste più”, conclude il presidente della Camera di commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, “ora abbiamo bisogno che il rapporto tra piccoli imprenditori e sistema bancario rinasca su nuove basi”.

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