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MERCATO UNICO DIGITALE

Stretta sulle piattaforme online, il Consiglio Ue adotta la regulation

Nel mirino Amazon, Google, Facebook, Apple e tutti gli operatori di mercati online: dovranno fornire alle imprese condizioni d’uso chiare, rendere pubblici i parametri per il posizionamento nei risultati di ricerca e creare meccanismi di reclamo agili. La Commissione dovrà monitorare l’efficacia delle misure. Porte aperte alle “class action”

14 Giu 2019

Patrizia Licata

giornalista

Piattaforme online, motori di ricerca, social media e negozi di applicazioni software attivi in Europa dovranno garantire maggiore trasparenza, equità e prevedibilità agli utenti business: lUnione europea ha adottato il regolamento che riguarda le relazioni tra le piattaforme online e le imprese che le usano per svolgere attività commerciali. Le nuove norme, che riguardano aziende come Amazon, Google, Facebook e Apple, mirano a stabilire un quadro giuridico che garantisca termini e condizioni trasparenti per gli utenti commerciali delle piattaforme online, nonché mezzi effettivi di ricorso in caso di mancato rispetto di tali termini e condizioni da parte delle piattaforme online.

“La trasparenza è essenziale per le imprese”, ha dichiarato Niculae Badalau, ministro dell’Economia della Romania. Le aziende che utilizzano le piattaforme online dovrebbero essere pienamente informate delle condizioni a cui avvengono tali relazioni commerciali, ha proseguito Badalau, e, laddove necessario, devono poter fare ricorso in modo veloce e efficiente. “La nuova regulation, prima del suo genere al mondo, permetterà alle imprese dell’Ue di godere a pieno dei benefici dell’economia digitale”, ha concluso il ministro.

Le piattaforme online disciplinate dal regolamento includono i mercati online, gli store di applicazioni software online e/o i social media, nonché i motori di ricerca online, indipendentemente dal luogo di ubicazione, purché servano gli utenti commerciali stabiliti nell’Ue e offrano beni o servizi ai consumatori anch’essi stabiliti nell’Ue, informa il Consiglio dell’Ue.

Riguardo alla trasparenza, le piattaforme devono utilizzare termini e condizioni semplici e comprensibili per la fornitura dei loro servizi d’intermediazione online. Dovrebbero fornire una motivazione se decidono di limitare, sospendere o cessare la fornitura dei loro servizi a un utente commerciale. Le piattaforme dovrebbero inoltre rendere pubblici i principali parametri che determinano il posizionamento degli utenti commerciali nei risultati di ricerca nonché ogni trattamento differenziato che riservano ai beni e/o servizi offerti direttamente o tramite un’impresa sotto il loro controllo. Dovrebbero inoltre comunicare la descrizione delle principali considerazioni economiche, commerciali o giuridiche sulla cui base limiterebbero la capacità degli utenti commerciali di offrire condizioni differenziate ai consumatori al di fuori della piattaforma.

Per quanto riguarda i meccanismi di ricorso, il regolamento obbliga tutte le piattaforme (a parte le più piccole) a istituire un sistema interno di gestione dei reclami efficace e rapido e a fornire annualmente informazioni sulla sua efficacia. Richiede inoltre alle piattaforme di indicare nei termini e condizioni uno o più mediatori per i casi in cui il sistema interno di gestione dei reclami non sia in grado di risolvere una controversia tra i loro utenti commerciali. Il regolamento sancisce il diritto delle organizzazioni rappresentative, associazioni e organismi pubblici di promuovere procedimenti giudiziari nei confronti delle piattaforme che non soddisfano i requisiti del regolamento. Il regolamento conferisce infine agli Stati membri il potere di stabilire sanzioni in conformità dei rispettivi sistemi nazionali in caso di violazione del regolamento.

Il Consiglio dell’Ue ha invitato la Commissione europea a incoraggiare le piattaforme a istituire organismi composti da mediatori specializzati indipendenti, elaborare codici di condotta, e valutare periodicamente il funzionamento delle nuove norme.

La regulation deve ancora essere firmata e pubblicata nella Gazzetta fficiale dell’Ue; l’applicazione seguirà di 12 mesi tale pubblicazione.

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