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IL CASO

“Tassa homeless” per la Silicon Valley. E l’industria tech si spacca

La “proposition C” approvata a San Francisco prevede di rastrellare 300 milioni di dollari l’anno per iniziative a favore dei senzatetto. Il Ceo di Salesforce a favore, ma Jack Dorsey di Twitter dà battaglia

07 Nov 2018

I Ceo delle grandi aziende tech Usa divise sulla “tassa” a favore dei senzatetto. Succede a San Francisco dove una recente iniziativa elettorale ha promosso un aumento delle tasse sui ricavi delle maxi-imprese per incrementare i servizi di assistenza ai poveri della città.

La “proposition C” al centro del voto prevede una tassa aggiuntiva di almeno lo 0,175% sul fatturato delle imprese con giro d’affari superiore a 50 milioni di dollari: si calcola che le imprese target del prelievo siano circa 400. Si prevede di generare in questo modo circa 300 milioni di dollari l’anno per gli aiuti ai senzatetto, raddoppiando gli attuali finanziamenti stanziati dalla municipalità. Circa il 60% degli elettori ha votato sì all’iniziativa. I senzatetto rappresentano un fenomeno in aumento a San Francisco, dove i crescenti costi immobiliari e i redditi alimentati dalla tecnologia stanno esasperando la disuguaglianza economica. La popolazione dei senzatetto è di circa 7.500 persone. Il sindaco London Breed, eletto a giugno, si è impegnato ad affrontare il problema ma si è opposto alla “Prop C”.

Anche le società tecnologiche (tra le altre Square, Stripe, Lyft) si erano opposte all’iniziativa sostenendo che avrebbe danneggiato le imprese con alte entrate ma margini ristretti.

Al contrario la tassa ha incassato il parere favorevole di Marc Benioff, co-fondatore e co-Ceo di Salesforce.com, il più grande “datore di lavoro” tecnologico della città. Benioff ha donato milioni per sostenere l’iniziativa e ha pubblicamente spinto il piano.

Tutto all’opposto di Jack Dorsey, Ceo di Twitter, che si è scagliato contro la misura bollandola come “ingiusta”.

“La cosa sorprendente è che queste aziende possono permetterselo”, ha detto Benioff in un’intervista: “Per noi, è solo una tassa da 10 milioni. Meno dei costi dell’aereo che Jack Dorsey utilizza per i suoi spostamenti”.

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