L'ANALISI DI STATISTA

Tech company, in 3 giorni bruciati 700 miliardi

La capitalizzazione di mercato dei Gafam a seguito delle trimestrali. Amazon la più impattata ma in forte ribasso anche Alphabet, Microsoft e Meta. Apple la società che regge meglio

31 Ott 2022

Patrizia Licata

giornalista

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I titoli dei cinque maggiori colossi tecnologici Usa hanno perso un totale di 700 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato la scorsa settimana per effetto delle deludenti notizie comunicate nei report finanziari. Wall Street ha punito le Big tech con un’ondata di vendite.

Le cinque aziende Gafam (Google, Amazon, Facebook, Apple, Microsoft, acronimo ancora legato alle vecchie denominazioni sociali) hanno perso la cifra-monstre di 700 miliardi di dollari da martedì 25 ottobre, quando la capogruppo di Google, Alphabet, e Microsoft hanno riportato i loro guadagni, a venerdì 28 ottobre. 

Quanto hanno perso i Gafam

Come mostra un grafico di Statista, che ha analizzato l’andamento dei Gafam, Amazon è la più impattata: dal 25 al 28 ottobre ha perso 228 miliardi di dollari, di cui quasi 130 miliardi all’apertura dei mercati di venerdì, dopo la pubblicazione della sua trimestrale.

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Anche Microsoft, Alphabet e Meta hanno visto le loro azioni crollare sulla scia dei report finanziari, rispettivamente lasciando sul tappeto 179 miliardi, 152 miliardi e 102 miliardi di dollari.

Apple è l’unica del gruppo ad aver fornito risultati in linea con le attese degli investitori e la perdita è di “soli” 39 miliardi.

Il brusco risveglio delle Big tech

Dopo aver registrato una crescita eccezionale delle entrate e degli utili trainata dalla pandemia, le più grandi aziende tecnologiche stanno vivendo nel 2022 un “brusco risveglio”, e così i loro azionisti, commenta Statista.

Il rapido aumento dei tassi di interesse, l’aumento dell’inflazione, i persistenti problemi lungo la supply chain e le tensioni geopolitiche hanno creato un contesto ostile per il business. Il rafforzamento del dollaro pesa ulteriormente sui risultati.

Le trimestrali che hanno deluso Wall Street

Il gigante dell’e-commerce Amazon ha mancato di poco le aspettative di vendita per il terzo trimestre (127,1 miliardi di dollari rispetto alla stima di consenso di 127,76 miliardi; utile di 0,28 dollari per azione, 0,06 in più rispetto al consensus di 0,22), ma ciò che ha spaventato gli investitori è stata la guidance per il quarto trimestre, cruciale per lo shopping perché include il Black Friday e le feste natalizie. Amazon prevede un rallentamento significativo della crescita delle vendite anno su anno, con fatturato del quarto trimestre 2022 compreso tra i 140 miliardi e 148 miliardi di dollari (una crescita tra il 2% e l’8%), contro il consenso di 155,1 miliardi. L’azienda ha anche messo in guardia sullo scenario fortemente incerto.

Meta, la società che controlla Facebook, WhatsApp e Instagram ha più che dimezzato gli utili nel terzo trimestre, passando dai 9,2 del 2021 a 4,4 miliardi di dollari . Il gigante dei social network, che deve far fronte a numeri di utenti stagnanti e a tagli ai budget pubblicitari, ha reso noto anche che le entrate sono scese a 27,7 miliardi di dollari dai 29 miliardi di dollari dell’anno precedente.

I ricavi del terzo trimestre di Alphabet sono invece cresciuti del 6% a 69,1 miliardi di dollari, ma si tratta del tasso di crescita più lento dal 2013 e non è stato all’altezza delle ipotesi degli analisti, che si aspettavano un aumento del 9%. I ricavi dalla pubblicità su YouTube sono calati di circa il 2% a 7,07 miliardi, contro attese per un rialzo del 3%; nel complesso, i ricavi pubblicitari sono leggermente aumentati a 54,48 miliardi.

Apple rappresenta l’eccezione in questo scenario: l’utile per azione è di 1,29 dollari per un fatturato di 90,10 miliardi di dollari, grazie a un ritmo record di vendite di Mac che ha controbilanciato il calo di vendite di iPhone. Le entrate del colosso degli smartphone sono cresciute dell’8% dagli 83,4 miliardi di dollari del 2021, e hanno superato il consenso di 88,7 miliardi di dollari. Apple ha generato 42,6 miliardi di dollari nel suo maggior business, le vendite di iPhone, rispetto ai 38,9 miliardi di dollari dell’anno precedente, ma gli analisti prevedevano 43 miliardi.

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