Telecom, Cipolletta: "Per evitare raider andava ricapitalizzata" - CorCom

Telecom, Cipolletta: “Per evitare raider andava ricapitalizzata”

Il manager commenta l’operazione Niel. E dice: “Sono sicuro che il mercato selezionerà il miglior investitore”

03 Nov 2015

F.Me

Telecom Italia doveva essere ricapitalizzata negli scorsi anni per poter diventare una vera public company senza timori di scalate. E’ l’opinione di Innocenzo Cipolletta, presidente di Aifi e del Fondo italiano d’investimento.

“Penso che Telecom avrebbe avuto bisogno di un aumento di capitale nel suo passato, perchè in questa maniera avrebbe potuto diventare una società più patrimonializzata e quindi effettivamente una public company, perchè la dimensione avrebbe consentito di gestire questa azienda senza raider e senza assalitori”, ha dichiarato a margine di un convegno su venture capital e startup a Milano, commentando la recente incursione dell’imprenditore francese Xavier Niel (con una quota potenziale del 15%) nel capitale della holding di tlc, già partecipata al 20% circa da un altro gruppo francese, la Vivendi di Vincent Bolloré

“E’ evidente – ha proseguito Cipolletta – che essendo rimasta con un capitale relativamente contenuto, oggi come oggi può essere preda del mercato”. “Io mi auguro, anzi sono sicuro – ha aggiunto l’ex direttore generale di Confindustria – che il mercato alla fine selezionerà il miglior investitore e quindi poi Telecom potrà crescere. Tuttavia, dobbiamo ancora aspettare per vederlo”, ha concluso.

Niel ha comunicato alla Consob di aver incrementato, in data 27 ottobre, la partecipazione potenziale nella società telefonica italiana tramite la controllata Rock Investment e di detenere a quella data una posizione lunga complessiva pari al 15,143% del capitale con diritto di voto. In questo modo si avvicina ulteriormente alla quota del 20,03% detenuta dalla Vivendi di Vincent Bollorè. Oggi il manager francese ha visto i vertici Consob per spiegare la sua operazione.

La partecipazione è composta da una partecipazione potenziale pari al 10,033% del capitale con diritto di voto derivante dalla stipula di sei differenti contratti di opzione “call” che prevedono le seguenti date di regolamento secondo determinate condizioni contrattuali: un contratto relativo ad un 4,889% il 21 giugno 2016; un contratto relativo allo 0,998% con regolamento in cinque tranches tra un giorno lavorativo precedente e tre giorni lavorativi successivi al 21 settembre 2017; un contratto relativo ad uno 0,998% con regolamento in cinque tranches tra un giorno lavorativo precedente e tre giorni lavorativi successivi al 21 novembre 2017; un contratto relativo all’1,049% con regolamento in cinque tranches tra un giorno lavorativo precedente e tre giorni lavorativi successivi al 26 marzo 2017; un contratto relativo ad un 1,049% con regolamento in cinque tranches tra un giorno lavorativo precedente e tre giorni lavorativi successivi al 26 giugno 2017; un contratto relativo ad un 1,049% von regolamento in cinque tranches tra un giorno lavorativo precedente e tre giorni lavorativi successivi al 13 gennaio 2017.