LA TRIMESTRALE

Tencent, gaming e social fanno volare i conti. Ma resta l’incognita WeChat

Il colosso tecnologico cinese mette a segno utili a +37% e ricavi a +29% anno su anno nel secondo trimestre 2020. Il business negli Usa è compromesso dal “ban” di Trump sulla popolare app, anche se per gli analisti l’impatto potrebbe restare marginale

12 Ago 2020

Patrizia Licata

giornalista

Tencent Holdings, il gruppo cinese proprietario della popolare app WeChat, ha messo a segno una trimestrale che batte le attese sia sui profitti, con una crescita del 37% anno su anno, sia sui ricavi, saliti del 29%. È soprattutto l’attività del gaming a trainare i conti nei tre mesi da aprile a giugno 2020, accorpando un terzo delle revenue.

Sul futuro del colosso tecnologico della Cina pesa l’incertezza delle ripercussioni del divieto imposto da Donald Trump di usare WeChat negli Stati Uniti, ma al momento gli analisti non vedono il business a rischio.

Ricavi del mobile gaming a +62%

Intanto, per il secondo trimestre 2020, Tencent può festeggiare la crescita dei ricavi più veloce da due anni (+29%) con un risultato di 114,88 miliardi di yuan (16,53 miliardi di dollari), al di sopra dei 112,72 miliardi attesi dal mercato. Gli utili ammontano a 33,1 miliardi di yuan contro i 27,56 miliardi attesi e un balzo del 37% anno su anno.

L’attività che fa da motore della crescita sono i giochi online, il business più importante per Tencent, dove i ricavi sono aumentati del 40% anno su anno a 38,29 miliardi di yuan. La crescita è rallentata rispetto al primo trimestre, ma gli analisti di China Merchants Securities prevedono che Tencent arrivi a fine anno a un fatturato trimestrale dal gaming online di 41,6 miliardi di yuan.

In particolare, è boom per i giochi per device mobili, con ricavi di 35,99 miliardi di yuan (+62% anno su anno), grazie a titoli quali “Peacekeeper Elite” e “Honour of Kings”. Sono così ampiamente contrastate le perdite nelle vendite di titoli per Pc, in calo del 6% su base annuale. Su scala internazionale, i Mau (utenti mensili attivi) sono aumentati sia anno su anno che su base trimestrale, ha dichiarato Tencent, sotto la spinta del lockdown ma anche grazie ai nuovi titoli lanciati sul mercato.

Spinta su fintech e cloud

Anche nel business delle reti social Tencent mette a segno ricavi in crescita: +29% anno su anno a 26,71 miliardi di yuan. Le entrate arrivano dai contenuti digitali come il servizio di live broadcast Huya, in cui Tencent ha una partecipazione, e dal servizio musicale in abbonamento di cui è proprietaria (Tencent Music).

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Crescono del 30% su base annuale a 29,86 miliardi di yuan i ricavi della divisione dei servizi fintech and business, ma sono sotto le attese degli analisti sentiti da Refinitiv che stimavano 30,61 miliardi di yuan. Questa unit include prodotti finanziari tecnologici come WeChat Pay e un servizio di cloud computing da poco lanciato.

Soffre la vendita di ads

Rallenta la crescita delle entrate pubblicitarie: a +13% anno su anno pari a 18,55 miliardi di yuan delude le attese di Refinitiv (20,27 miliardi di yuan). Il tasso di crescita è inoltre nettamente inferiore al +32% su base annua registrato nel primo trimestre del 2019.

Tencent ha spiegato che il risultato ha subito l’impatto della contrazione del 25% nel media advertising legato al servizio in streaming Tencent Video. “I brand investono meno in pubblicità per le incertezze macroeconomiche”, ha commentato il gruppo cinese. “Inoltre, la produzione e il rilascio di contenuti ha subito ritardi”.

Strategia sul gaming a rischio dopo il “ban” Usa

Il presidente americano Donald Trump ha messo WeChat al bando negli Stati Uniti e gli analisti si chiedono per i prossimi trimestri quanto la nuova mossa anti-Cina della Casa Bianca potrà danneggiare le prestazioni finaziarie di Tencent. Secondo gli esperti di China Renaissance “WeChat ha un’esposizione finanziaria e commerciale ininfluente sul mercato degli Stati Uniti. Stimiamo che l’attuale esposizione di Tencent sul mercato Usa sia sotto il 3% per i ricavi e sotto il 5% per i profitti”.

Il divieto, che scatterà da settembre, potrebbe però ridimensionare la strategia di espansione internazionale di Tencent, che mirava a generare nel 2020 sui mercati esteri circa la metà delle sue entrate dal gaming, contro il 23% dello scorso anno. Gli Stati Uniti sono il secondo mercato mondiale per i giochi, dopo la Cina: il ban di Trump potrebbe avere un impatto decisivo.

Tencent ha per ora dichiarato che sta valutando le potenziali conseguenze del ban. La reazione di Pechino è stata più diretta: il governo cinese ha denunciato “una manipolazione politica e una repressione” da parte degli Stati Uniti.

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