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IL CASO

Tesla a caccia di un nuovo chairman, spunta il nome di Al Gore

Elon Musk si dovrà dimettere dalla presidenza su intimazione della Sec che lo ha indagato per truffa dopo i falsi tweet sul delisting dell’azienda. Soci ed investitori del gruppo guardano con interesse all’ex vice-presidente Usa

01 Ott 2018

F. Me

Potrebbe essere Al Gore il prossimo presidente di Tesla. Dopo l’indagine della Sec che costringerà Elon Musk alle dimissioni da chairman – il manager è stato accusato di truffa a causa di un confuso annuncio su Twitter sul ritiro di Tesla dalla borsa – Gene Munster, uno dei consiglieri di amministrazione più anziani del gruppo nonché socio amministratore della società di venture capital Loup Ventures, sta già parlando di chi potrebbe sostituire Musk (che comunque resterà ceo) alla poltrona della presidenza.

In un post sul suo blog, Munster ha detto che Gore sarebbe una scelta “interessante” per Tesla, date le sue conoscenze nell’ambito del cambiamento climatico che sono in linea con i target della compagnia; inoltre l’ex vice-presidente Usa ha fatto parte del cda di Apple dal 2003 e quindi ha familiarità con il funzionamento interno di una big tech. “Il cambio alla presidenza – scrive Munster – sarebbe un’opportunità per Tesla sia di raggiungere i suoi obiettivi di sostenibilità sia di avere qualcuno in grado di influenzare Musk”.

Molti investitori credono infatti che Musk debba essere sorvegliato più da vicino ma per far funzionare la governance, Tesla dovrà trovare un presidente d’acciaio dato il “calibro” dei suo fondatore. E Al Gore potrebbe essere la persona giusta.

Elon Musk dovrà dimettersi da presidente e restare lontano dell’incarico per 3 anni, oltre a pagare una multa di 20 milioni di dollari ma potrà restare ceo, nell’ambito dell’accordo raggiunto con le autorità Usa.

“L’accordo, che è soggetto ad approvazione di tribunale, comporterà riforme alla gestione corporate globale e altro a Tesla, inclusa la rimozione di Musk da presidente del board, e il pagamento da parte di Musk e Tesla di sanzioni economiche” per 20 milioni di dollari ciascuno” ha annunciato la Securities and Exchange Commission (Sec) a termine dell’indagine.

Proprio la Sec aveva accusato Musk di frode, affermando che avesse ingannato gli investitori con un tweet il 7 agosto. Musk vi aveva scritto che l’azienda sarebbe stata ritirata dalla Borsa, salvo poi ritrattare in seguito. Per l’ente federale che vigila sulla borsa valori, le dichiarazioni dell’imprenditore su Twitter furono “false e fuorvianti”, anche perché lui non avrebbe mai discusso quei piani con i vertici della compagnia. Musk ha dichiarato di aver deciso in seguito di non voler portare avanti quel programma. “Quando compagnie e loro membri fanno dichiarazioni, devono agire in modo responsabile”, ha affermato il presidente della Sec, Jay Clayton. Secondo l’accordo, Musk sarà sostituito da un “presidente indipendente”, hanno riferito le autorità. Due “direttori indipendenti” saranno nominati da Tesla, la compagnia creerà una nuova commissione di direttori indipendenti e “applicherà controlli aggiuntivi e procedure per monitorare le comunicazioni di Musk”, inoltre.

Infine, i 40 milioni di dollari in sanzioni “saranno distribuiti agli investitori danneggiati, secondo un processo approvato in tribunale”. Steven Peikin, funzionario della Sec, ha spiegato che queste misure servono a “proteggere gli investitori” e a “impedire ulteriori turbative del mercato e danni agli sharholders di Tesla”. Nei giorni scorsi le azioni del marchio sono calate fino al 14% per la preoccupazione sul futuro della compagnia, a seguito dell’annuncio delle accuse di frode, in un nuovo colpo all’esuberante e imprevedibile imprenditore.

Negli Stati Uniti è normale che il capo di un’azienda diriga il consiglio. In Gran Bretagna e in Europa, gli investitori considerano la combinazione tossica poiché concentra il potere nelle mani di una sola persona.

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