IL PROGETTO CLOVER

TikTok e la sovranità dei dati: investimento da 12 miliardi in Europa

In Norvegia il primo data center che “custodirà” tutte le informazioni degli utenti europei. La migrazione entro il 2024. Altre due infrastrutture già pianificate in Irlanda. Intanto il social cinese va avanti nella sua battaglia contro le misure del Digital Markets Act e chiede che venga sospesa la designazione in qualità di gatekeeper

Pubblicato il 04 Dic 2023

Shot of Corridor in Working Data Center Full of Rack Servers and Supercomputers with Blue Neon Visualization Projection of Data Transmission Through High Speed Internet.
Shot of Corridor in Working Data Center Full of Rack Servers and Supercomputers with Blue Neon Visualization Projection of Data Transmission Through High Speed Internet.

Oltre 12 miliardi di euro: a tanto ammonta l’investimento che TikTok effettuerà in Europa nei prossimi dieci anni per realizzare Project Clover,  programma di sicurezza che mira a fornire una particolare protezione ai dati degli utenti europei. Lo annuncia il social network di Bytedance, rivelando che la novità arriva in concomitanza con l’avvio dei lavori di realizzazione del nuovo data center che avrà sede ad Hamar, in Norvegia. Questa settimana, in particolare, è stato consegnato il primo di tre edifici del nuovo hub, ognuno dei quali ospiterà i dati degli utenti europei di TikTok.

Migrazione dati a partire dall’estate

TikTok inizierà ora a installare e testare i server in questo primo edificio, con l’obiettivo di iniziare la migrazione dei dati degli utenti entro la prossima estate. Gli altri due edifici del sito di Hamar dovrebbero essere consegnati nella seconda metà del prossimo anno e la migrazione dei dati dovrebbe iniziare verso la fine del 2024. Una volta completato, questo sarà il più grande centro dati d’Europa.

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Focus su sicurezza e tutela della privacy

La cifra di 12 miliardi di euro comprende l’investimento combinato nel centro dati in Norvegia e negli altri due centri dati in Irlanda, che collettivamente ospiteranno i dati degli utenti europei: uno dei centri dati in Irlanda è già operativo e ha iniziato a memorizzare i dati degli utenti all’inizio di quest’anno. Comprende inoltre la collaborazione con Ncc Group, società di sicurezza indipendente che fornisce una supervisione esterna, compresi l’audit e la verifica dei controlli e delle protezioni dei dati, il monitoraggio dei flussi di dati e la segnalazione di eventuali incidenti. Inoltre la spesa sarà finalizzata anche all’implementazione di tecnologie di miglioramento della privacy per rafforzare ulteriormente i processi di protezione dei dati degli utenti.

Il più grande hub europeo a energia rinnovabile

Il data center norvegese non solo supporta i nuovi standard in materia di sicurezza dei dati, ma promette di essere anche in linea – spiega TikTok – “con il nostro obiettivo di diventare neutrali dal punto di vista delle emissioni di carbonio entro il 2030″. La riduzione delle emissioni e l’approvvigionamento di energia elettrica al 100% rinnovabile sono tra gli impegni principali per questo obiettivo. Una volta completato, il data center norvegese sarà la più grande struttura di colocazione in Europa a funzionare con il 100% di energia rinnovabile: “Sarà il nostro data center più efficiente dal punto di vista energetico con un Pue inferiore a 1,2  – spiega l’azienda – e offrirà un enorme potenziale di riutilizzo del calore. La maggior parte dell’energia generata sarà trasformata in calore a bassa temperatura (25℃), consentendo di fatto un doppio utilizzo dell’energia. Il nostro fornitore terzo, Green Mountain, si sta impegnando attivamente con diverse industrie e istituti di ricerca per identificare potenziali progetti e iniziative che possano beneficiare di questo livello di riutilizzo del calore”.

Ricorso contro la designazione a “gatekeeper” ai sensi del Dma

L’Europa è di fondamentale importanza per TikTok. “I nostri investimenti a lungo termine in tecnologie avanzate, partnership leader del settore e personale continueranno nell’ottica di proteggere la sicurezza della nostra comunità e dei suoi dati”, spiega la società, che ha chiesto di sospendere la sua designazione come gatekeeper in base al Digital Markets Act (Dma), le nuove onerose regole tecnologiche dell’Ue, finché i giudici non si pronunceranno sulla sua contestazione.

Secondo il Digital Markets Act, la Commissione europea può designare le piattaforme digitali come “gatekeeper” se sono realtà che occupano una posizione ‘consolidata e duratura’ nell’ambito di un mercato: una sorte toccata per ora a TikTok, Google, Meta, Apple, Amazon e Microsoft. Ai sensi del regolamento, questi hanno il dovere di rendere le loro app di messaggistica interoperabili con i rivali e di permettere agli utenti di decidere quali app preinstallare sui propri dispositivi. Non possono favorire i propri servizi rispetto a quelli dei rivali o impedire agli utenti di rimuovere software o applicazioni preinstallate.
Il mese scorso TikTok ha impugnato la decisione dell’Ue presso il Tribunale di Lussemburgo, sostenendo che la sua designazione rischia di compromettere l’obiettivo della Dma di proteggere i gatekeeper dai nuovi concorrenti come lei. “Abbiamo richiesto misure provvisorie”, ha dichiarato un portavoce. La soglia per l’approvazione di misure provvisorie da parte del tribunale è molto alta. Le aziende devono dimostrare che la situazione è urgente e che subirebbero un danno irreparabile senza una misura provvisoria.

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