LA RIORGANIZZAZIONE

Toshiba, si apre la nuova era: due società separate, in vista Ipo della newco dei chip

Il gruppo giapponese annuncia la nascita di Device Co. e Infrastructure service Co. per le attività core, mentre le divisioni non strategiche saranno cedute. Ipotesi quotazione anche per Kioxia, la controllata focalizzata sulle memorie flash

07 Feb 2022

Patrizia Licata

giornalista

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Toshiba si divide in due aziende separate come parte di una riorganizzazione strategica volta a dare risalto al core business, tra cui i semiconduttori, mentre le attività non core saranno cedute. Il gruppo giapponese darà vita, da un lato, alla Device co., che si occupa dei dispositivi elettronici e delle soluzioni di storage. I suoi prodotti includono i semiconduttori, gli hard disk drive ad alta capacità per data center e apparecchiature per la realizzazione di microchip.

Dall’altro ci sarà Toshiba/Infrastructure service co., che accorpa le divisioni di Toshiba Energy systems & solutions, Infrastructure systems & solutions, Digital solutions and battery e la partecipazione in Kioxia Holding, società dei chip di memoria.

Il completamento dell’operazione di spin-off è previsto per la seconda metà dell’anno fiscale 2023.

Ipo per i chip

Device e Toshiba infrastructure service saranno due società separate e quotate separatamente.

Anche per Kioxia è sul tavolo l’ipotesi Ipo: il management della controllata spinge per la quotazione in Borsa e così il management di Toshiba. I media hanno tuttavia riferito di un’altra ipotesi, il merger con Western Digital, non confermata dal gruppo giapponese.

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Toshiba ha ribadito che continuerà a possedere azioni di Kioxia (il 40,6%) e cercherà di monetizzare le azioni “immediatamente” restituendo i proventi agli azionisti.

Kioxia è il risultato dello spin-off da Toshiba della divisione dei chip di memoria nel giugno del 2018. Il gruppo giapponese è stato costretto allo scorporo dopo le pesanti perdite legate all’attività nucleare, ma ha sempre mantenuto una quota superiore al 40%.

Toshiba ha annunciato anche che utilizzerà 300 miliardi di yen (2,6 miliardi di dollari) di capitale in eccesso per distribuire dividendo agli azionisti nei prossimi due anni.

Addio alle attività non-core

Per le attività non-core è prevista la dismissione. Toshiba intende vendere Building systems e Toshiba lighting & technology. Venderà inoltre la sua quota (55%) in Toshiba carrier (condizionatori d’aria) alla joint venture americana Carrier global per circa 100 miliardi di yen.

Toshiba Tec, l’attività di apparecchiature elettroniche quotata, non rappresenta più un’attività core, ha detto Toshiba, anche se per ora non ha annunciato la vendita della società.

Riorganizzazione per tornare alla redditività

Il piano iniziale di Toshiba, annunciato a novembre scorso, prevedeva lo scorporo in tre società distinte, ma il gruppo ha preferito semplificare con lo spin-off di Device e per le attività non rilevanti procedere con la vendita. La riorganizzazione ha l’obiettivo di riportare il colosso giapponese alla crescita e alla redditività, focalizzandosi solo su specifiche attività di valore e cedendo tutte le altre (Toshiba, secondo i dati di inizio 2021, ha quasi 300 sussidiarie).

Le difficoltà finanziarie di Toshiba partono dal 2015, ma l’anno scorso ai problemi del gruppo giapponese si è aggiunta una profonda crisi di governance. Il ceo Nobuaki Kurumatani ha lasciato per disaccordi con gli azionisti, mentre a giugno è uscito il presidente del board Osamu Nagayama. 

Le dimissioni del chairman sono arrivate in seguito alle pressioni degli azionisti attivisti, esasperati dalla sfilza di trimestri in perdita e dai risultati di un’inchiesta interna indipendente che ha portato alla luce un tentativo di collusione tra il Cda e il governo di Tokyo al fine di impedire una maggiore presenza di investitori stranieri nell’azienda.

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