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IL PROVVEDIMENTO

Trade War, scatta negli Usa il divieto di “contratti di Stato” con Huawei e Zte

Da oggi Difesa, pubblica amministrazione e Nasa non possono più acquistare componenti di Tlc da una serie di aziende cinesi. E Huawei ingaggia tre super-lobbysti. Ren Zhengfei: “Dobbiamo resistere alla campagna di boicottaggio”

13 Ago 2019

L. O.

Entra in vigore da oggi il “ban” del governo Trump a Huawei. Il divieto impone alle agenzie federali Usa – in particolare Dipartimento della Difesa, General Services Administration e Nasa – di acquistare servizi e prodotti di aziende cinesi: oltre Huawei, anche Zte e Hytera Communications Corporation, Hangzhou Hikvision Digital Technology Company, Dahua Technology Company ritenute una minaccia per la “sicurezza nazionale”.

Prima della versione definitiva del provvedimento, le agenzie potranno concedere deroghe fino al 13 agosto 2021 sulla base di osservazioni inviate al governo entro 60 giorni.

Secondo la nota pubblicata sul sito del Registro federale Usa – “Prohibition on Contracting for Certain Telecommunications and Video Surveillance Services or Equipment” la misura riguarda prodotti e servizi acquistati con “soldi federali”.

Huawei non si ferma di fronte alla Trade War scatenata dal governo Usa. L’azienda cinese ha ingaggiato tre “super-avvocati” esperti in sanzioni economiche che lavoreranno su fronti come “controllo alle esportazioni, commercio, sanzioni economiche e altre questioni legate alla sicurezza nazionale”.

Ren Zhengfei, fondatore di Huawei Technologies, ora punta a riorganizzare l’azienda per dar vita a una “armata di ferro” in grado di resistere alla campagna di boicottaggio globale degli Stati Uniti e di affermarsi come leader mondiale del 5G. In una circolare interna visionata da “Bloomberg”, Ren avverte che il business dell’elettronica per il consumo di Huawei di trova di fronte a una “dolorosa lunga marcia” necessaria a sopravvivere alla minaccia  rappresentata dall’inserimento nella lista nera del dipartimento del Commercio Usa. La nota del fondatore di Huawei potrebbe aprire alla riorganizzazione di divisioni ritenute ridondanti. “Dobbiamo completare una rivoluzione in condizioni aspre e difficili, e dar vita a una invincibile armata di ferro che possa aiutarci a conseguire la vittoria”, recita la circolare datata 2 agosto. “Dobbiamo assolutamente completare questa riorganizzazione entro tre o cinque anni”.

Huawei ha visto accelerare la crescita del proprio fatturato a circa il 30% nella prima metà del 2019, dopo che alcune divisioni cruciali dell’azienda sono riuscite a garantirsi le forniture necessarie alla produzione a dispetto delle restrizioni all’export di tecnologie Usa imposte dal governo degli Stati Uniti. Ma l’azienda inizia ad avvertire gli effetti del bando: nel secondo trimestre 2019 la crescita ha subito una decelerazione.

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