LA MANOVRA

Transizione 4.0 e criptomonete, ecco i piani del governo

Secondo anticipazioni di stampa i ministeri dell’Economia e delle Imprese sarebbero lavorando al rifinanziamento della Nuova Sabatini e all’estensione del credito di imposta per la formazione. Novità anche sul fronte delle monete virtuali: riclassificazione e tassazione ad hoc

08 Nov 2022

Federica Meta

Giornalista

meloni5

Si apre il cantiere della manovra e il governo si appresta a mettere nero su bianco le novità in fatto di Transizione 4.0. Come riporta Il Sole 24 Ore, sul tavolo c’è il rifinanziamento delle agevolazioni della Nuova Sabatini, misura che abbatte i tassi di interesse per l’acquisto di beni materiali e immateriali: le stime dei tecnici del Mef riferiscono di un fabbisogno di 500 milioni.

Transizione 4.0 e transizione ecologica

In discussione – scrive Il Sole – c’è anche la possibilità di collegare la Nuova Sabatini alla transizione ecologica e dunque applicarla all’acquisto di macchinari “green”. Non è escluso, inoltre, che il governo provi ad ampliare il perimetro degli investimenti finanziabili del piano Transizione 4.0 agli investimenti verdi e agli obiettivi di miglioramento energetico.

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Stop all’ex superammortamento, novità per il bonus formazione

Certamente a fine anno finirà il credito di imposta pervisto per i beni strumentali tradizionali (ex superammortamento) mentre è in dicussione l’estensione del bonus formazione 4.0 che scade anch’esso il 31 dicembre, ma che il minstero delle imprese e made in Italy vorrebbe rifinanziare. Se sarà prorgato, però dovrà rispettare le percentuali previste in un recente decreto: 70% per le pmi e 50% per le grandi imprese che investono nelle formazione dei dipendenti e ricorrono a soggetti certificati.

Niente di nuovo per l’ex iperammortamento

Non servono rinnovi urgenti per i crediti di imposta oer i beni immateriali 4.0 (ex iperammortamento) che copriranno tutto il 2025 e parte del 2026 per le consegne. Il bonus ricerca è in piedi fino al 2031.

Giro di vite sulle criptomonete

Stando alle ricostruzioni di Milano Finanza, il viceminstro dell’Economia Maurizio Leo – a lui è stata affidata ampia delega sulla fiscalità – sarebbe intenzionato ad elaborare una nuova classficazione delle criptomonete per considerarle alla stregia d assrt finanzoari, una sorta di particolari tipi di fondi di imvestimento di  e a inserire una tassazione ad hoc sia per le persone fische sia per quelle giuridiche.  Attualmente infatti bitcoin & co sono normate alla stregua delle valute estere e quindi da segnalare nella dichiarazione dei redditi. Sul tavolo anche l’iptesi di portare l’aliquota della digital tax dal 3% al 6%.

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