Tria: "Investimenti pubblici devono tornare al 3% del Pil. Il digitale è la chiave" - CorCom

L'ANNUNCIO

Tria: “Investimenti pubblici devono tornare al 3% del Pil. Il digitale è la chiave”

L’annuncio del ministro dell’Economia: “mix di azioni” per sostenere la crescita e l’impatto delle innovazioni tecnologiche. Si parte dalla PA: “Deve diventare meno burocratica e più digitalizzata”

18 Set 2018

Mila Fiordalisi

Direttore

Gli investimenti pubblici devono tornare a 3% Pil nel breve termine. E la digitalizzazione è la chiave. A sostenerlo è il ministro dell’Economia Giovanni Tria che dal palco del Forum Bloomberg di Milano ha annunciato il nuovo piano del Governo. “Bisogna recuperare un 30% di investimenti pubblici venuti meno negli ultimi anni” Lo scopo del Governo è “ottenere una crescita più alta e sostenibile con riforme graduali” facendo leva “sugli investimenti pubblici e combattendo la povertà. Per farlo è necessario bilanciare azioni differenti guardando al quadro più grande” attraverso una “composizione del budget tra entrate fiscali e spese”. Ed è qui che entra in campo l’innovazione: la chiave – ha detto il ministro sta nella “digitalizzazione e nell’implementazione dell’agenda digitale”. Tria ha annunciato un “mix di azioni” da sviluppare per sostenere la crescita e l’impatto delle innovazioni tecnologiche. Il ministro ha ad esempio segnalato che tra le riforme strutturali, il governo proseguirà nella riforma del sistema di giustizia civile, “che deve diventare meno burocratica e anche la Pubblica amministrazione deve diventare meno burocratica e più digitalizzata”.

Nei giorni scorsi intanto nel ddl Concretezza, approvato dal Consiglio dei ministri, con una parte rilevante riguardante la riforma della PA, include anche alcune importanti misure sul fronte digitale illustrate dal ministro della PA Giulia Bongiorno. Rilevazioni biometriche e videosorveglianza serviranno a stanare i “furbetti del cartellino”. “Non si tratta di provvedimenti punitivi – ha spiegato Bongiorno – c’è la maggior parte dei dipendenti che vanno al lavoro e che mi chiedono di tutelarli, ma ci sono anche i cosiddetti furbetti del cartellino”.

La ministra ha spiegato che è prevista la possibilità di cominciare a identificare i dipendenti tramite l’uso della biometria: attraverso le impronte digitali o l’iride. Previste anche sanzioni per le amministrazioni inadempienti che finiranno in una “black list”.

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“Basta con le liste di attesa di mesi per fare la nuova carta d’identità digitale, o alle amministrazioni che non utilizzano alcune innovazioni come l’autocertificazione”, ha sottolineato il ministro Bongiorno. In cantiere anche un piano triennale “delle azioni concrete da mettere in campo per l’efficienza della macchina pubblica, nel quale sarà coinvolto anche il ministero dell’Interno”.

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