L'OPERAZIONE DA 44 MILIARDI

Twitter, chi sono i sostenitori del deal? Musk dovrà fare i nomi

Un giudice della Corte del Delaware impone all’imprenditore di condividere le informazioni sui potenziali investitori coinvolti nell’acquisizione del social network. Una prima vittoria per la società che però dovrà far fronte alle accuse dell’ex responsabile della sicurezza Peiter Zatko, secondo il quale sarebbero stati violati gli accordi Antitrust

24 Ago 2022

Domenico Aliperto

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Elon Musk dovrà consegnare le informazioni sui potenziali investitori coinvolti nell’acquisizione di Twitter. Lo ha deciso il giudice della corte del Delaware Kathaleen McCormick in quella che rappresenta una vittoria della società che gestisce il social media. Ieri il magistrato ha infatti respinto le obiezioni del miliardario alle richieste di Twitter di fornire informazioni sulle parti che potrebbero essere state coinvolte in un aumento di capitale di oltre 7 miliardi di dollari per supportare l’operazione. McCormick ha anche accolto la richiesta di Twitter di far identificare a Musk le persone “consapevoli o coinvolte in questioni ed eventi chiave” nell’accordo.

Con la sua decisione, McCormick ha osservato che il team legale di Musk aveva accettato di eseguire ricerche solo su due dei file di “custodi” responsabili della valutazione dell’entità degli account bot e spam, rispetto alle ricerche di Twitter di 42 record di custodi. Tale squilibrio ha annullato le argomentazioni della difesa secondo cui era troppo oneroso produrre un elenco di tutti i possibili investitori, ha affermato il giudice.

Musk si era tra l’altro lamentato nei giorni scorsi che i funzionari di Twitter lo stessero perseguitando per le conversazioni casuali che aveva avuto sull’accordo con amici e colleghi. Ha così chiesto a McCormick di far desistere gli avvocati della piattaforma in questo senso. Ma il giudice ha ritenuto che le sue argomentazioni “suonassero vuote” e gli ha ordinato di fare quanti più nomi possibile.

McCormick ha affermato che è difficile concludere che costringere Musk a elencare “persone con conoscenze, anche se quelle persone hanno conoscenze di seconda mano, sia sproporzionato rispetto alle esigenze di un caso che riguarda una fusione da 44 miliardi di dollari”. In una nota a piè di pagina, McCormick ha poi precisato che Musk non era obbligato a fornire i nomi dei consulenti a terzi se non li conosceva. “Ma se li conosce, allora deve“, ha aggiunto il giudice.

La citazione in giudizio di Jack Dorsey

D’altronde lunedì Musk non ha esitato a citare in giudizio Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter e suo amico di lunga data. I legali di Musk hanno notificato a Dorsey un’ingiunzione a fornire tutta una serie di file, inclusi “documenti e comunicazioni riferiti o relativi all’impatto e all’effetto degli account falsi nelle operazioni aziendali di Twitter”. Secondo quanto è stato reso pubblico, a Dorsey è stato ordinato di fornire a Musk anche qualsiasi documento o comunicazione relativa all’accordo di acquisizione effettuato ad aprile, nonché qualsiasi informazione sugli account falsi o il calcolo degli utenti attivi. Sono in pratica richieste tutte le informazioni disponibili su questi argomenti a partire da gennaio 2019.

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Le accuse dell’ex responsabile della sicurezza

Ma la notizia della temporanea vittoria di Twitter è stata funestata da una tegola caduta inaspettatamente sulla società. Peiter “Mudge” Zatko, ex responsabile della security della piattaforma, licenziato all’inizio di quest’anno, ha infatti accusato l’azienda di violare gli accordi presi con la Federal Trade Commission per il mantenimento di elevati standard di sicurezza. Lo rivela il Washington Post, che ha letto il documento di 84 pagine presentato da Zatko alla Sec: secondo il quotidiano i contenuti della denuncia potrebbero avere ripercussioni sulle stime finanziarie e legali del gruppo e sulla vertenza che oppone il social network a Elon Musk.

Stando a quanto scritto da Zatko, alcuni dirigenti dell’azienda hanno tentato di insabbiare le vulnerabilità dei sistemi di sicurezza, incluso il fatto che oltre la metà dei server aziendali utilizza software datati e insicuri. Zatko sostiene inoltre che Twitter conceda a un numero eccessivo di dipendenti l’autorizzazione di accesso a dati sensibili e riservati. Le falle di sicurezza di Twitter possono dunque essere sfruttate per lo spionaggio, l’hacking, la manipolazione elettorale e campagne di disinformazione. Inoltre, Zatko è entrato nel merito della battaglia legale tra Twitter e Elon Musk, affermando che la dirigenza del social media non intende divulgare la reale quantità di account fasulli sulla piattaforma perche’ gode di bonus multimilionari basati sul numero degli utenti. A seguito della divulgazione del documento, il titolo di Twitter ha perso il 2,6% in borsa ed è il secondo peggior titolo sullo S&P 500.

Il nuovo team dedicato alla gestione dei contenuti tossici

Non stupisce dunque che Twitter abbia messo in guardia i suoi dipendenti: i bonus quest’anno potrebbero essere dimezzati rispetto alle iniziali attese. Lo riportano i media americani sottolineando come l’annuncio sia solo l’ultimo segnale di come il social stia provando a stringere la cinghia di fronte all’incertezza dello scenario in cui è costretto a navigare.

Anche in risposta alle accuse di Zatko, che secondo Twitter miravano a catturare l’attenzione e infliggere danni all’azienda, il gruppo ha deciso di rafforzare l’impegno per ridurre i contenuti tossici e i bot spam. A rivelarlo è Reuters, che ha letto una nota del personale inviata da Ella Irwin, Vice president of product for health and Twitter service, ai propri collaboratori. Irwin è entrata a far parte dell’azienda a giugno, guiderà la nuova funzione Health Products and Services (Hps). “Abbiamo bisogno che le varie divisioni si concentrino su problemi specifici, lavorando insieme come un unico team e non operando più in silos”, ha scritto Irwin nell’e-mail allo staff, aggiungendo che il team “darà spietatamente la priorità” ai suoi progetti.

La riorganizzazione dei contenuti tossici e dei team di spam “riflette il nostro continuo impegno a stabilire le priorità e concentrare i nostri team nel perseguimento dei nostri obiettivi”, ha confermato un portavoce di Twitter.

D’altra parte, i team responsabili della riduzione dei contenuti nocivi o tossici sono stati duramente ridimensionati a causa della recente uscita di scena di molti collaboratori, stando a quanto due dipendenti che hanno parlato in condizione di anonimato hanno riferito a Reuters, aggiungendo che la riorganizzazione non sembra avere un impatto significativo sul loro lavoro. Un altro ex dipendente anonimo che ha lavorato alla sicurezza di Twitter avrebbe poi affermato di non essere ottimista sul fatto che il rimpasto porterà a miglioramenti, perché le radici dei problemi dell’azienda rispetto agli account di spam sono troppo profonde perché un team possa gestire da solo il problema.

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