Twitter, missione Shanghai: l'ad Costolo sbarca in Cina - CorCom

LA TRASFERTA

Twitter, missione Shanghai: l’ad Costolo sbarca in Cina

In tre giorni un’agenda fitta di incontri. Obiettivo ufficiale l’approfondimento della cultura cinese, ma alla base la costruzione di una rete di relazioni in grado di far breccia nel blocco della censura attiva dal 2009

17 Mar 2014

A.S.

Prima missione ufficiale in Cina per Dick Costolo, ceo di Twitter, che oggi sbarca all’aeroporto di Shanghai per una serie di incontri istituzionali con le autorità locali.

Nei suoi tre giorni in Cina, Costolo – che non è previsto vada a Pechino – ha in agenda anche un incontro con gli studenti e i docenti dell’Università di Fudan.

Dick sta visitando la Cina perché desidera conoscere meglio la cultura cinese e il fiorente comparto tecnologico del paese”, ha affermato un portavoce della società, senza fare riferimento ad alcun contenuto “politico del viaggio” del numero uno del Social network, che in Cina è “oscurato” dal 2009. Anche se in Cina molti utenti aggirano i filtri tramite le reti Vpn, dagli artisti dissidenti come Ai Weiwei fino ai media statali, come l’agenzia Xinhua e la televisione ufficiale Cctv, che “cinguettano” online indisturbate.

Rimane però sottinteso che Twitter avrebbe tutto l’interesse a entrare nel mercato cinese, che conta 600 milioni di utenti ed è quindi molto attraente per ogni investitore, e che il viaggio di Costolo potrebbe essere utile per stabilire contatti e relazioni che potrebbero tornare utili alla società in questo senso.

Tra gli incontri previsti nelle prossime ore Costolo incontrerà anche i vertici dell’area pilota di libero scambio di Shanghai, nata l’anno scorso come zona in cui sperimentare nuove misure di liberalizzazione del mercato, rispetto alle quali le autorità cinesi hanno sempre precisato che questo non comprenderà un “allentamento” delle regole su Internet.

I giganti dell’online hanno da sempre scelto strade diverse per rapportarsi alla Cina e alle sue politiche sull’online, con Google che aveva abbandonato il paese tre anni fa, mentre il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg avrebbe già fatto diversi viaggi in Cina per trovare una strada per portarvi le proprie attività.

Risale all’anno scorso la dichiarazione di Costolo, quando aveva annunciato che gli sarebbe piaciuto portare Twitter in Cina, ma senza “sacrificare i principi della piattaforma e la maniera nella quale crediamo che gli utenti dovrebbero essere in grado di comunicare”: chissà che al di là delle dichiarazioni ufficiali questo viaggio non sia proprio un passo in quella direzione.

Ma in Twitter c’è già oggi una piccola parte di Cina, dagli sviluppatori cinesi che collaborano a MoPub, la controllata di pubblicitaria specializzata in applicazioni per smartphone, fino a Lenovo, che è uno degli inserzionisti del social network.