IL CASO

Twitter, Musk scioglie il comitato per la sicurezza con una mail

Smantellato l’organo di consulenza creato nel 2016 per affrontare i temi dello sfruttamento minorile, dei discorsi di odio e altri problemi del social. Intanto nella classifica di Forbes sui “paperoni” mondiali al primo posto si piazza Arnault

Pubblicato il 13 Dic 2022

Domenico Aliperto

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Elon Musk smantella il Trust and Safety Council, il comitato per la sicurezza di Twitter, creato nel 2016 per affrontare i temi dello sfruttamento minorile, dei discorsi di odio, e altri problemi etici presenti sulla piattaforma. A dirlo è il Washington Post, citando una e-mail inviata ai quasi cento consiglieri del comitato, che è stato sciolto meno di un’ora prima dell’attesa riunione di ieri sera che, via Zoom, avrebbe dovuto affrontare gli ultimi sviluppi della piattaforma.

Poco dopo aver acquistato Twitter per 44 miliardi di dollari alla fine di ottobre, Musk aveva in effetti dichiarato che avrebbe formato un nuovo “consiglio di moderazione dei contenuti” per aiutare a prendere le decisioni più importanti, ma l’idea sembrava essere stata accantonata.

Twitter, d’altra parte, aveva confermato giovedì la riunione con il comitato, in un’e-mail in cui prometteva una “conversazione aperta e domande e risposte” con il personale del gruppo, compresa la nuova responsabile di ‘trust and safety’, Ella Irwin. E-mail giunta nello stesso giorno in cui tre membri del comitato avevano annunciato le loro dimissioni in una dichiarazione pubblicata su Twitter in cui si affermava che “contrariamente a quanto affermato da Elon Musk, la sicurezza e il benessere degli utenti di Twitter sono in declino“.

La mail di Twitter

Come detto, il comitato, composto da circa cento organizzazioni indipendenti per diritti civili e diritti umani, si sarebbe dovuto riunire ieri sera per incontrare i rappresentanti di Twitter. Ma, secondo quanto riferito da diversi membri, poco prima della riunione la società ha inviato l’e-mail con la notifica del suo scioglimento.

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Twitter sta “rivalutando il modo migliore per apportare opinioni esterne” e che il consiglio “non è la struttura migliore per farlo”, si legge nel testo della mail. E ancora: “Il nostro lavoro per rendere Twitter un luogo sicuro e ricco di informazioni sarà più rapido e aggressivo che mai e continueremo ad accogliere le vostre idee su come raggiungere questo obiettivo”. Il testo recava la firma “Twitter”.

Il gruppo di volontari forniva competenze e indicazioni su come Twitter potesse combattere meglio l’odio, le molestie e altri tipi di problemi, ma non aveva alcuna autorità decisionale e non esaminava specifiche controversie sui contenuti. “Il Trust and Safety Council di Twitter era un gruppo di volontari che per molti anni hanno messo a disposizione il loro tempo quando sono stati consultati dal personale di Twitter per offrire consigli su un’ampia gamma di problemi di sicurezza e danni online”, ha twittato Alex Holmes, membro del comitato, sottolineando che “in nessun momento si è trattato di un organo di governo o di un processo decisionale”.

Il punto di vista dei membri del comitato

Gli ex membri del consiglio sono diventati presto il bersaglio di attacchi online dopo che Musk ha amplificato le critiche nei loro confronti e nei confronti della precedente dirigenza di Twitter per non aver fatto abbastanza per fermare lo sfruttamento sessuale dei minori sulla piattaforma. “È un crimine che si siano rifiutati di agire sullo sfruttamento minorile per anni”, aveva twittato Musk. E il numero crescente di attacchi al comitato aveva suscitato la preoccupazione di alcuni membri, che lunedì avevano inviato un’e-mail a Twitter chiedendo alla società di smettere di travisare il ruolo del comitato e avvertendo che false accuse da parte dei leader di Twitter stavano “mettendo in pericolo gli attuali e gli ex membri del Consiglio”. Il comitato per la sicurezza aveva tra i suoi gruppi consultivi uno che si occupava di sfruttamento dei minori.

L’ex dipendente di Twitter Patricia Cartes, il cui compito è stato quello di formare il comitato nel 2016, ha dichiarato che la sua dissoluzione “significa che non ci sono più controlli e contrappesi“. Cartes ha dichiarato che l’azienda aveva cercato di portare una visione globale nel consiglio, con esperti di tutto il mondo che potessero riferire le preoccupazioni su come le nuove politiche o i nuovi prodotti di Twitter avrebbero potuto influenzare le loro comunità. Ha fatto poi un confronto con l’attuale prassi di Musk, che consiste nel sondare i suoi follower su Twitter prima di apportare modifiche alle politiche che riguardano la moderazione dei contenuti. “Non si preoccupa più di tanto di ciò che pensano gli esperti”, ha dichiarato.

Musk perde lo scettro di persona più ricca del pianeta

Nel frattempo Elon Musk non sarebbe più la persona più ricca del mondo. Il titolo è stato ceduto, almeno secondo Forbes, al presidente e Ceo di Lvmh Bernard Arnault.

Ieri infatti le azioni Tesla hanno chiuso in ribasso di circa il 6,3% per la giornata e quest’anno hanno più che dimezzato il loro valore, in parte a causa di una svendita accelerata sulla scia dell’acquisizione di Twitter.

La ricchezza di Musk, per lo più legata alle azioni Tesla, era stata in effetti spinta da un vertiginoso aumento del prezzo delle azioni della casa automobilistica, che è schizzato di oltre il 1.000% in due anni.

Arnault, attraverso la detenzione di veicoli e fondi familiari, possiede poco più del 60% della classe di azioni con diritto di voto di Lvmh, secondo i documenti della Sec. Avendo perso nel corso del 2022 solo l’1,5% le azioni del gruppo fruttano ad Arnault un valore di 186,2 miliardi di dollari, superiore secondo Forbes agli asset del patron di Tesla e SpaceX. Ma per il Bloomberg Billionaires Index, che utilizza metodologie di calcolo diverse, Musk è ancora la persona più ricca del mondo, con 168 miliardi di dollari rispetto ai 167 miliardi di Arnault.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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