IL CASO

Twitter, caos licenziamenti via email: a rischio 3.700 dipendenti

Partono i tagli. “Azione necessaria per far ripartire la società”. Ma un gruppo di lavoratori la class action. Gli inserzionisti sul piede di guerra: anche Volkswagen abbandona il social

04 Nov 2022

Federica Meta

Giornalista

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I licenziamenti arrivano via mail: scatta da oggi il taglio di personale dei dipendenti di Twitter deciso da Elon Musk e i dipendenti della piattaforma di social media apprenderanno se il loro lavoro presso l’azienda continua o invece dovranno lasciare.

Ogni dipendente di Twitter riceverà un’e-mail con l’oggetto “Il tuo ruolo in Twitter” entro le 9:00 (16.00 orario di Greenwich), secondo una dichiarazione inviata ai lavoratori che è trapelata ai media statunitensi. Coloro che perdono il lavoro riceveranno una notifica sulla loro e-mail personale, mentre coloro il cui lavoro non è interessato riceveranno una notifica tramite la loro e-mail di Twitter.

Cosa è scritto nella email di licenziamento

L’email, proveniente da un indirizzo generico sotto la firma di Twitter, non parlava del numero totale di licenziamenti. “Nel tentativo di porre Twitter su un percorso salutare, attraverseremo il difficile processo di riduzione della nostra forza lavoro globale”, è scritto. “Riconosciamo che ciò avrà un impatto su un certo numero di persone che hanno dato un prezioso contributo a Twitter, ma questa azione è purtroppo necessaria per garantire il successo dell’azienda in futuro”.

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Chi rischia il licenziamento

A rischiare il licenziamento è un dipendente su due, per un totale di circa 3.700 posti di lavoro. L’annuncio è arrivato dopo che il miliardario della tecnologia – che è anche amministratore delegato di Tesla e SpaceX – ha acquistato Twitter, dopo mesi di stop and go, con un accordo da 44 miliardi di dollari la scorsa settimana. Nell’e-mail che annunciava la prevista riduzione dei posti di lavoro, l’azienda ha giustificato la mossa dicendo che era “purtroppo necessario per garantire il successo dell’azienda in futuro”. In quelle che si pensa siano precauzioni di sicurezza per frenare il rischio di potenziali azioni di protesta, gli uffici di Twitter rimarranno chiusi oggi e tutti i badge di accesso saranno disattivati per la giornata, secondo l’e-mail. Nel 2017, durante il suo ultimo giorno di lavoro, un dipendente di Twitter ha disattivato l’account dell’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ci sono voluti 10 minuti prima che l’account tornasse online.

La class action degli ex dipendenti

Un gruppo di ex dipendenti di Twitter ha intentato una causa collettiva in tribunale contro la compagnia statunitense lamentando di non aver ricevuto il preavviso di 60 giorni previsto dalla legge. La class action, riferiscono i media Usa, è stata presentata al tribunale federale di San Francisco e denunciano la violazione delle leggi federali e della California sui licenziamenti, affermando di non aver ricevuto il preavviso di legge e di aver trovato bloccati i propri account.

Cancellata la conferenza degli sviluppatori

Intanto il social network ha infatti confermato l’annullamento della conferenza Chirp dedicata agli sviluppatori. L’appuntamento avrebbe dovuto svolgersi a San Francisco il 16 novembre, il primo dal vivo dopo la pandemia e, soprattutto, dopo la precedente edizione datata 2010. In un tweet, l’account ufficiale dedicato agli sviluppatori, Twitter Dev, ha aggiunto che la società sta “lavorando duramente per rendere Twitter un posto migliore per tutti, inclusi gli sviluppatori”, promettendo di condividere presto notizie sui piani futuri. Ad aggiungere ulteriore attesa è stato Amir Shevat, a capo dei prodotti per sviluppatori di Twitter, che ha affermato: “Venti di cambiamento”. Proprio Shevat aveva annunciato a giugno la conferenza Chirp di novembre, lanciando un concorso per i progetti più creativi legati al codice di Twitter, i cui vincitori sarebbero stati svelati in occasione dell’incontro di San Francisco. Il manager, qualche ora fa, ha spiegato che anche se Chirp è stata annullata, il social network annuncerà comunque i vincitori del concorso. Sebbene Twitter abbia sempre tenuto un rapporto non molto diretto con gli sviluppatori, negli ultimi anni ha cercato di riconquistare la comunità con piattaforme e strumenti di programmazione aperti, per consentire l’integrazione di post e altre funzionalità in app di terze parti e progetti web. All’inizio di quest’anno, è stata presentata l’iniziativa Twitter Toolbox, pensato per mettere in evidenza applicazioni di sviluppatori indipendenti e partner aziendali.

Il siluramento dei top manager

Come prima mossa dopo l’acquisizione di Twitter, Elon Musk ha licenziato il top management: si tratta del chief executive Parag Agrawal, del chief financial officer Ned Segal, del responsabile degli affari legali e della policy Vijaya Gadde e deò general counsel Sean Edgett.

La nuova Twitter non piace agli inserzionisti

Musk è un noto paladino della libertà di parola senza filtri: questo fa temere ad alcuni osservatori un forte allentamento delle attività di moderazione dei contenuti di Twitter con un conseguente far west dei discorsi d’odio e razzist . Secondo le rilevazioni del Washington Post il peggioramento è già misurabile da quando Musk ha assunto il comando della piattaforma social. Anche qui l’imprenditore ha smentito, chiarendo che nessuna modifica alla politiche di controllo in vigore è stata effettuata e che nulla sarà cambiato fino a quando non si sarà insediato il consiglio di moderazione dei contenuti composto da “molti diversi punti di vista”.

Tuttavia la nuova Twitter di Musk non rassicura gli inserzionisti, con le defezioni che cominciano ad accumularsi. Ultima della lista è la casa francese L’Oreal, che ha sospeso la pubblicità sulla piattaforma, secondo quanto riferisce il Financial Times. L’Oreal è uno dei primi dieci inserzionisti al mondo e nel 2021 ha speso più di 10 miliardi di euro per promuovere i suoi prodotti di bellezza. E anche Volkswagen abbandona il social.

All’indomani dell’acquisizione già la casa automobilistica General Motors ha deciso di sospendere la campagna pubblicitaria sul social dei cinguettii spiegando alla Cnn di voler “valutare la nuova direzione di Twitter”. Per il momento GM utilizzerà la piattaforma per interagire con i clienti ma non pagherà per fare pubblicità.

Secondo il Wall Street Journal molte aziende stanno pensando di sospendere la campagna pubblicitaria su Twitter se verrà sbloccato l’account di Donald Trump. Reuters riferisce che Ipg, gruppo dell’advertising che rappresenta brand del calibro di Coca-Cola e American Express, ha consigliato ai suoi clienti di sospendere le ads su Twitter fino alla prossima settimana.

La risposta di Musk agli inserzionisti

La risposta di Musk non si è fatta attendere.”Twitter ha avuto un massiccio calo nei ricavi, dovuto ai gruppi di attivisti che fanno pressione sugli inserzionisti, benché non sia cambiato nulla nella moderazione dei contenuti e nonostante abbiamo fatto il possibile per tranquilizzare gli attivisti – twitta – stanno tentando di distruggere la liberta’ di parola in America”.

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