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MERCATO

Uber abbassa il tiro sull’Ipo: valutazione non oltre 100 miliardi

Il colosso del ride hailing è cauto dopo il debutto in chiaroscuro della rivale Lyft e ridimensiona la stima degli investitori che miravano a 120 miliardi di dollari. Sarebbe comunque una quotazione da record, la più grande dopo Alibaba nel 2014

10 Apr 2019

Patrizia Licata

giornalista

Uber non rinuncia a un’Ipo da record: la società americana del  ride hailing venderà nella sua offerta pubblica iniziale azioni per un valore di circa 10 miliardi di dollari, una cifra che la renderebbe una delle più grandi quotazioni di sempre e la maggiore dopo l’ingresso in Borsa del colosso cinese dell’e-commerce Alibaba nel 2014. Lo anticipa oggi l’agenzia di stampa Reuters sulla base di fonti confidenziali.

Nonostante le prestazioni in chiaroscuro dell’Ipo della rivale più piccola Lyft, che ha fatto un buon ingresso sul Nasdaq il 29 marzo, ma ha perso punti nei giorni successivi, Uber non rinuncia a puntare su un’Ipo che potrebbe far storia. La società della app mobile per i trasporti ha tuttavia abbassato il tiro: valutata sul mercato privato 76 miliardi di dollari, secondo alcune banche di investimento poteva mirare a una quotazione da 120 miliardi, ma le cifre in possesso di Reuters indicano che la società del ride hailing cerca una valutazione compresa tra 90 miliardi e 100 miliardi di dollari.

Uber depositerà domani alla Us Securities and exchange commission i documenti con i dettagli ufficiali della quotazione. Il road show con gli investitori partirà da lunedì 29 aprile e permetterà di effettuare aggiustamenti al prezzo delle azioni che saranno messe sul mercato in base all’interesse che mostreranno gli investitori. L’Ipo si svolgerà al Nyse, probabilmente a inizio maggio.

Per la sua Ipo la concorrente Lyft ha fissato il titolo a 72 dollari, la parte alta della sua forbice di prezzo, per una valutazione di 24 miliardi di dollari, e ha raccolto sul mercato 2,34 miliardi nel primo giorno sul Nasdaq. Le contrattazioni sono poi state deludenti e il valore del titolo è già sceso sui 67 dollari.

La quotazione degli unicorni della Silicon Valley è da tempo attesa ma gli investitori vogliono garanzie sulla solidità finanziaria e la sostenibilità del modello operativo nel lungo termine. Uber modera dunque a ragione le aspettative: come la rivale Lyft non è profittevole, benché sia cinque volte più grande per fatturato e con un business globale che copre oltre 70 paesi. Pinterest ha adottato un atteggiamento simile: il social delle foto ha “sottovalutato” le azioni mentre si svolge il road show con i potenziali investitori e punta ora a un’Ipo tra in 9 e gli 11,3 miliardi di dollari, sotto le stime dei venture capitalist.

Uber è attiva in altri settori oltre al ride hailing, dal noleggio di bici e scooter alla consegna a domicilio (Uber Eats) fino allo sviluppo di auto a guida autonoma, affidata a una divisione ad hoc che ha ottenuto finanziamenti anche da SoftBank e Toyota.

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