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RIDE HAILING

Uber punta sul Nyse: per la maxi-Ipo ha scelto Wall Street

Sfida aperta alla rivale Lyft che, invece, ha selezionato il Nasdaq, la piazza dei big dell’hitech, e la precederà in Borsa col debutto entro fine marzo. Per Uber, che si quoterà ad aprile, è attesa una valutazione stellare fino a 120 miliardi di dollari

22 Mar 2019

Uber ha scelto Wall Street per la sua quotazione in Borsa: lo anticipa oggi Bloomberg in base a fonti confidenziali. L’Ipo della società californiana che ha rivoluzionato la mobilità e le sue regole con il suo servizio di ride hailing, basato su una app mobile e auto di privati cittadini, è attesa alla New York Stock Exchange per aprile.

Uber, che ha raggiunto dimensioni da colosso globale dei trasporti, è stata recentemente valutata 76 miliardi di dollari nel mercato privato. Per l’Ipo l’azienda punta a una valutazione attorno ai 120 miliardi di dollari, anche se alcuni analisti sostengono che il suo valore nonsupererà i 100 miliardi. A 120 miliardi di dollari, la quotazione di Uber sarebbe la quinta più grande di sempre: alla startup dei taxi privati basta vendere il 16% delle azioni per entrare nella top five delle Ipo stellari, indicano i dati di Bloomberg.

La scelta di quotarsi al Nyse stacca Uber dalla rivale Lyft, che farà il suo ingresso in Borsa la prossima settimana sul Nasdaq, un tempo la piazza d’elezione per le Ipo delle start tecnologiche e su cui oggi sono scambiate le azioni di colossi quali Google, Microsoft e Apple.

Sette anni fa un problema tecnico ha pesato sulla quotazione di Facebook al Nasdaq e da allora il Nyse ha recuperato terreno come piazza per l’ingresso sui listini anche di giganti dell’hitech. Per esempio, Alibaba, Twitter e Snap sono quotate a Wall Street. Sulla scelta di Uber potrebbero, tuttavia, aver pesato fattori diversi: il suo Cfo, Nelson Chai, è l’ex finance chief del Nyse e il consigliere d’amministrazione di Uber John Thain è stato ceo del Nyse dal 2004 al 2007.

Lyft e Uber hanno entrambe depositato a dicembre i documenti per l’Ipo presso la Sec, il regolatore di Borsa americano, ma da allora Lyft, diretta rivale di Uber nel ride hailing ma con dimensioni più piccole, si è affrettata per debuttare in Borsa per prima. Lyft ha indicato di avere il 39% di share di mercato negli Stati Uniti nel ride hailing ma fattura circa un quinto rispetto a Uber.

Lyft ha una valutazione di circa 15 miliardi come azienda non quotata; secondo gli analisti di mercato, l’Ipo di Lyft potrebbe toccare un valore massimo intorno ai 23 miliardi di dollari.

Le Ipo dei due player del ride hailing sono particolarmente attese: rappresentano un settore in forse espansione, che include la mobilità innovativa e la app economy, e hanno ccumulato un grande valore sul mercato privato. Le entrate di Uber per il 2018 ammontano a 11,3 miliardi di dollari; il fatturato lordo proveniente direttamente dalla prenotazione di corse in auto è di 50 miliardi. L’azienda ha perso 3,3 miliardi di dollari, escludendo i guadagni dalla vendita delle sue unità di business in Russia e nel Sud-Est asiatico.

Le entrate di Lyft per l’anno scorso sono state di 2,2 miliardi di dollari, il fatturato loro delel prenotazioni per le auto è di 8,1 miliardi; la perdita è di circa 911 milioni di dollari.

Entrambe le società contano però su investitori di peso che credono nel loro business. Nei giorni scorsi Uber ha ricevuto un miliardo di dollari per la sua divisione sulla guida autonoma da un pool di imprese guidate da Softbank e Toyota. Softbank era già partner di Uber, di cui a fine 2017 ha rilevato il 15% circa delle azioni. Lyft ha dalla sua il sostegno di Google, con cui ha stretto un accordo per lo sviluppo delle tecnologie per la guida autonoma.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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