Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

STRATEGIE

Un cloud nazionale per l’Italia, la proposta della Lega

Il presidente della commissione Trasporti e Tlc della Camera, Alessandro Morelli: “Mentre la Germania annuncia la sua infrastruttura, noi non possiamo stare a guardare. Le risorse ci sono se si sfruttano i fondi della Bei”

30 Ott 2019

F. Me

Un cloud nazionale per l’Italia: lo propone il presidente della commissione Trasporti e Tlc della Camera, il leghista Alessandro Morelli. “Il direttore generale DG Connect della Commissione europea, Roberto Viola, ci informa che ci sono buone possibilità per una svolta sul tema cloud – dice Morelli – L’Italia può e deve sviluppare un piano per la creazione dellinfrastruttura cloud nazionale, sfruttando anche i fondi della Banca europea per gli investimenti. Mentre il governo Merkel annuncia la federazione di aziende tedesche per un cloud pubblico, noi non possiamo stare a guardare”.

Per Morelli cCloud, banda larga, 5G e intelligenza artificiale “sono tasselli di uno stesso mosaico e sforzarsi di proteggerne uno senza considerare gli altri significa lasciare scoperte parti dellinfrastruttura vulnerabili, che nella gestione dei dati rappresentano linteresse nazionale nell’industria, privacy e sicurezza”.

Cos’è Gaia X, il cloud della Germania

Nel 2020 Berlino attiverà un servizio che usa tecnologie Sap, Deutsche Telekom e Deutsche Bank per proteggere al meglio i dati degli utenti Ue e garantire la condivisione. La piattaforma sarà aperta a partner mondiali, ma solo se rispettano i principi della sovranità e della disponibilità del dato.

Un’infrastruttura connessa per i dati è la base di “ecosistema europeo vitale” dove “l’accesso ai dati avviene in modalità protetta” e dove la condivisione dei dati è sicura, sostiene la strategia di Altmaier. Il ministro ha lavorato su Gaia-X insieme a partner dell’industria, a enti governativi e università tedeschi, ma l’intenzione della Germania è aprire il progetto agli altri paesi europei e anche a partecipanti non europei, purché condividano gli stessi principi della “sovranità e disponibilità di dati”.

Il prossimo passo è creare un quadro legale per rendere il progetto operativo: per questo Berlino intende istituire entro giugno 2020 un’organizzazione che avrà il compito di costruire l’architettura per il progetto, i requisiti tecnici e le regole.

Il piano strategico sul cloud del governo tedesco sottolinea che “i dati sono la risorsa del futuro” e per questo “la Germania e l’Europa hanno bisogno di infrastrutture per i dati che garantiscono la sovranità sui dati e abilitano la condivisione di dati su una scala più vasta e sicura”. Il primo obiettivo è servire le aziende europee e garantire che abbiano a disposizione server in territorio Ue dove conservare dati strategici, tra cui la proprietà intellettuale e le informazioni sui clienti, nel pieno rispetto di sicurezza e privacy.

Indiscrezioni di stampa dei mesi scorsi hanno descritto Gaia-X come una piattaforma dove le imprese europee di qualunque dimensione possono conservare, elaborare e scambiare dati e collaborare sullo sviluppo di prodotti. Tecnicamente l’idea della Germania è di creare un’infrastruttura “hyperscaling”, adattabile in baso alla domanda.

Secondo Bloomberg, Gaia-X sarà come un “cloud dei cloud”: fornirà uno standard unico e condiviso per condividere i dati, funzionando da anello di collegamento tra diversi servizi cloud. Per esempio, una startup europea della mobilità potrebbe usare informazioni fornite dalle autorità dei trasporti su scala Ue.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti trattati

Personaggi

A
Alessandro Morelli

Approfondimenti

C
Cloud
G
germania

Articolo 1 di 4