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Verizon compra Aol, rivoluzione nel mondo Tlc: le reti fisiche contano sempre meno?

Con un’operazione da 4,4 miliardi di dollari Verizon compra i contenuti e le piattaforme di web advertising di Aol alimentando l’espansione nel digitale, nel video e nella Internet of Things. Il Wsj: “Le reti non danno più vantaggi competitivi; la tecnologia mobile è solo un back-up”

12 Mag 2015

Patrizia Licata

Mossa a sorpresa nel mondo delle telecomunicazioni e dei media americano: Verizon Communications si è accordata per l’acquisto di Aol con un’operazione del valore di 4,4 miliardi di dollari. Il primo operatore mobile degli Stati Uniti mette così le mani sui contenuti digitali e le piattaforme di web advertising del colosso di Internet. Verizon pagherà 50 dollari per azione, pari a un premio del 17% sul prezzo delle azioni di Aol ieri e del 23% rispetto alla media degli ultimi tre mesi del titolo Aol.

In una nota ufficiale, Verizon spiega di compiere con questa acquisizione un significativo passo in avanti nel costruire piattaforme digitali e video che ne alimenteranno la futura crescita e che questa operazione è strategica per le attività di Verizon nel video mobile Lte e nell’Ott (over-the-top) video. L’accordo va anche a sostegno delle piattaforme Internet of Things di Verizon, creando complessivamente “una piattaforma di crescita dal mobile alla IoT per consumatori e aziende”. “Aol è leader nei contenuti digitali e nelle piattaforme di advertising”, continua la nota, “e l’unione tra Verizon e Aol crea una piattaforma scalabile, mobile-first, rivolta direttamente all’industria globale della pubblicità”.

“Questa acquisizione supporta la nostra strategia di fornire una connessione multi-schermo per consumatori, creatori e inserzionisti per erogare un’esperienza utente di primo livello”, ha affermato il Ceo di Verizon, Lowell McAdam.
 “Aol è tornata ad essere un pioniere del digitale e siamo entusiasti alla prospettiva di segnare insieme nuove strade nel mondo connesso con le tecnologie digitali”.

Il Chief executive officer e presidente di Aol Tim
 Armstrong continuerà a dirigere le attività di Aol anche dopo il completamento dell’acquisizione. “Siamo entusiasti di lavorare col team di Verizon per creare la nuova generazione dei media tramite il mobile e il video”, ha dichiarato Armstrong.

Il mercato ha per ora accolto positivamente l’accordo: le azioni di Aol hanno guadagnato il 19% nei prmi scambi, fino a 50,70 dollari, oltre il prezzo offerto da Verizon. Verizon ha indicato che intende finanziare il deal con contanti che ha già a disposizione e titoli di credito e la transazione dovrebbe chiudersi per la fine dell’estate, fermo restando che occorrerà l’approvazione del regolatore. Una volta chiuso il deal, Aol diverrà una sussidiaria al 100% di Verizon.

Per il Wall Street Journal, l’annuncio dell’acquisizione di Aol da parte di Verizon non è però solo una semplice manovra di consolidamento. Sarebbe invece un segnale di come le ”reti di comunicazione fisiche” non siano più un vantaggio competitivo e di come il ”potere delle reti” stia svanendo. Ora la tecnologia cellulare è solo un “back-up” grazie alle reti wi-fi e a Google e Facebook con i loro palloni aerostatici e le reti in fibra ottica, scrive il giornale economico, sottolineando che quando è stato lanciato l’iPhone nel 2007, Apple e Verizon avevano la stessa capitalizzazione di mercato, 115 miliardi di dollari, mentre ora Apple vale ora 735 miliardi di dollari, il doppio di Verizon e At&t messe insieme. “Quello che è accaduto in questi ultimi otto anni è un massiccio trasferimento di potere e ricchezza: gli operatori di telefonia mobile sono diventati i lacchè di Apple; i clienti continuano a spendere soldi per gli operatori mobili, ma ne spendono molti di più per Apple“, si legge sul Wsj.

L’acquisizione di Aol sarebbe dunque l’espressione di un “impero decadente più che del potere delle reti”. Né VerizonAt&t sono al tramonto, ma il loro futuro è più incerto. Quale il vero scopo della fusione tra Verizon e Aol, “un insieme slegato di tecnologie per la pubblicità, contenuti e media (l’Huffington Post)?”, conclude il Wsj. “Non ci sono risposte, per ora è una guerra di tutti contro tutti, piattaforme contro piattaforme, contenuti contro contenuti. Nel lungo termine sembrerebbe che saranno avvantaggiate le aziende che coprono tutte le attività – software, connettività, contenuti – ma per ora sono Facebook e Google ad avere un vantaggio su tutti”.

Il Dow Jones riconosce tuttavia che per Verizon l’operazione è un modo importante per diversificare la propria offerta in un mercato altamente competitivo come quello della telefonia mobile statunitense caratterizzato da alcuni anni da un’intesa concorrenza sui prezzi. L’offerta di video in modalità digitale su connessioni wireless rappresenta un’opportunità di crescita per i prossimi anni. Per Aol, invece, la vendita è l’ultimo capitolo della storia di una società che si è trasformata negli anni diventando una realtà significativa nei media digitali e nel marketing dopo essere stata non solo l’emblema dei provider Internet ma anche protagonista di una delle fusioni più disastrose della Corporate America. Aol è riuscita ad arrivare a oltre 20 milioni di abbonati prima di portare a termine nel 2000 il mega-merger da 183 miliardi di dollari con Time Warner; negli anni successivi, però, il valore di Aol si è ridotto progressivamente e Time Warner ha deciso di dismetterla nel 2009.

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