Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

M&A

Verizon, maxi sconto da Yahoo dopo la bufera privacy

Nonostante i 500 milioni di e-mail hackerate e il presunto passaggio di dati agli 007 Usa, il colosso delle Tlc non rinuncerà all’acquisizione. Il ceo McAdam: “L’intesa continua ad avere senso”. Il prezzo di 4,8 miliardi pattuito a luglio dovrebbe però scendere di circa 1 miliardo

11 Ott 2016

Andrea Frollà

“Se fossi a capo di Verizon in questo momento, solo da un punto di vista commerciale, probabilmente andrei contro l’accordo o chiederei a Yahoo uno sconto”. Così aveva parlato mercoledì scorso alla Cnbc Ross Levinsohn, ex ceo ad interim di Yahoo prima dell’arrivo al timone di Marissa Mayer, soffermandosi sul caso dei 500 milioni di account hackerati.

Secondo il Wal Street Journal i vertici del colosso americano delle tlc opteranno per la seconda opzione, cercando di scendere di circa 1 miliardo rispetto ai 4,8 preventivati con l’accordo di acquisizione delle attività core fine luglio. Verizon andrà dunque avanti sulla fusione con Yahoo, ma l’offerta potrebbe essere rivista al ribasso. “La logica industriale di questa fusione continua ad avere senso”, ha spiegato l’amministratore delegato di Verizon, Lowell McAdam ieri durante una conferenza in California, lasciando però aperta la porta ad un eventuale sconto.

Statistic: Revenue of Yahoo from 1st quarter 2007 to 2nd quarter 2016 (in million U.S. dollars) | Statista
Find more statistics at Statista

Una mossa piuttosto attesa visto la doppia bufera che nelle ultime settimane ha travolto la Internet company. Prima il mezzo miliardo di account violati, con nomi, indirizzi email, numeri di telefono, date di nascita e password finiti nel dark web. Poi il presunto passaggio in gran segreto agli 007 Usa indirizzi, messaggi e allegati. Due casi che stanno facendo traballare sempre più la poltrona dell’Ad Marissa Mayer ma che soprattutto arrivano a due mesi di distanza dall’accordo di acquisizione siglato con Verizon. Un’intesa che fino a poche settimane fa sembrava filare liscio come l’olio e che invece adesso sarà probabilmente rivisto visto l’impatto che le due vicende potrebbero avere in termini di danni d’immagine e non solo.

Se come ha detto McAdam il senso della fusione resta intatto nonostante gli scossoni, a cambiare potrebbe dunque essere il prezzo pattuito. Uno sconto sui 4,8 miliardi, che potrebbe essere di 1 miliardo secondo la stampa Usa, servirebbe a Verizon non solo ovviamente a risparmiare, ma anche e soprattutto ad accumulare liquidità in vista di quelli che potrebbero essere i danni di queste vicende di hacker e fuga di dati.

La telco americana potrebbe ereditare infatti da Yahoo un numero inferiore di utenti rispetto a due mesi fa: la scarsa sicurezza mostrata dalla compagnia guidata da Mayer potrebbe indurre più di qualcuno a migrare verso i servizi di altri provider. Nonostante le turbolenze in materia di privacy, il titolo di Yahoo in Borsa ha guadagnato terreno dallo scoppio del primo scandalo a oggi, passando dai 38 dollari per azione di fine luglio ai 44 dollari con cui ha chiuso la sessione di ieri.

Articolo 1 di 4