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“Vestager sbaglia tutto sulle fusioni Tlc”, Strand chiede il time out

Secondo la società di consulenza è arrivato il momento che l’Europa riveda le sue strategie e coordini il lavoro di DG Comp e DG Connect: “L’industra mobile è complessa, M&A stimolano la disruption”

24 Mag 2016

Patrizia Licata

E’ ora di chiamare il time out nelle politiche europee che regolano le telecomunicazioni e fare chiarezza su quali siano i compiti di DG Competition e quelli di DG Connect – perché finora i due uffici sembrano aver agito senza concordare le proprie strategie. A scriverlo è Strand Consult in una nuova nota in cui attacca le politiche telecom dell’Ue. “DG Connect cerca di promuovere strategie che sostengono gli investimenti nelle reti di nuova generazione, mentre DG Comp parla di prezzi e innovazione senza cognizione di causa”. E mentre le due agenzie vanno ognuna nel verso opposto rispetto all’altra, l’Ue continua a perdere terreno rispetto ai concorrenti di Stati Uniti e Asia nelle tecnologie mobili: il sogno di acquisire la leadership nel 5G non resterà che un sogno.

Strand Consult ha richiesto a Margrethe Vestager e al suo staff di DG Comp della documentazione che aiutasse a chiarire la visione dell’agenzia su prezzi e innovazione che ha portato alla bocciatura del merger mobile sul mercato britannico (quello tra 3Uk e O2 Uk) e alla rinuncia di quello sul mercato danese fra Telenor e Teliasonera. Risultato? “Nella documentazione non è emersa nessuna prova a sostegno delle affermazioni della Vestager secondo cui i merger mobili fanno salire i prezzi e ostacolano l’innovazione“, scrive Strand. La realtà è che dopo la rinuncia di Teliasonera e Telenor alla fusione in Danimarca, i prezzi sono aumentati, ma la Vestager ha risposto che con la fusione sarebbero aumentati anche di più. Il no al merger non è arrivato formalmente, perché le due telco hanno abbandonato l’accordo prima, vista la forte opposizione dell’Antitrust Ue, pronto a dire no. “Eravamo molto preoccupati di possibili aumenti di prezzo”, hanno spiegato da DG Comp. “Essere preoccupati non significa che i prezzi saliranno sicuramente”, replica Strand.

Secondo gli analisti, è proprio qui che sbaglia l’autorità europea: non si fonda su uno studio di reali condizioni di mercato, su test rigorosi o metodologia accademica, ma solo su “timori”. “La Commissione europea ha un sacco di strada da fare per stabilire delle best practice nell’analisi delle operazioni di mercato”.

Nel caso della fusione tra 3Uk e O2 Uk, il no dell’Ue è arrivato sempre nel timore di un impatto negativo sull’industria mobile. Per Strand, ancora una volta, la Vestager e il suo staff non hanno capito che cosa sia oggi l’industria mobile: non solo operatori di rete, ma produttori di device (Apple, Samsung, Qualcomm) e di attrezzature di rete (Ericsson, Nokia, Huawei, Cisco) e Ott o fornitori terzi (Whatsapp, Skype, Spotify). L’innovazione è dunque molto più sfaccettata di come la vede la Vestager e sicuramente, secondo Strand, in un ecosistema così ampio e complesso, il consolidamento promuove e non ostacola l’innovazione, particolarmente quella disruptive.

Mentre la Vestager e i suoi continuano a farsi sfuggire la vera natura e le caratteristiche del mercato mobile, e DG Comp e DG Connect agiscono in due direzioni opposte, l’Ue ha imboccato la strada sbagliata, con un gap di investimenti in nuove reti di 100 miliardi di euro rispetto ai paesi più avanzati. Un gap che, secondo Strand, le attività di fusione e acquisizione potrebbero aiutare a colmare.

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