Video su mobile, broadcaster in bilico - CorCom

IL LIBRO

Video su mobile, broadcaster in bilico

Il business model rischia di essere un puzzle senza l’accordo fra emittenti e web player. L’analisi del fenomeno nel libro di “The evolution of broadcast content distribution” di Roland Beutler

24 Gen 2017

Patrizia Licata

Video digitali su dispositivi mobili, sarà un’avventura dal lieto fine scontato? No: non solo per questioni tecniche, ma soprattutto dovute al modello di business. Lo spiega il libro “The evolution of broadcast content distribution” di Roland Beutler, esperto di Fisica matematica e consulente per le frequenze per l’emittente tedesca Swr e per la European broadcasting union (Ebu). Per Beutler la chiave sta nel fatto che “le emittenti pubbliche devono rispondere a precisi requisiti, tra cui la distribuzione free to air (in libera visione), una rete standalone senza elementi unicast, e apparecchi receive-only”, nota l’autore. “Anche le reti free to air sui terminali mobili sono un cambio culturale notevole, perché richiedono la creazione di nuovi modelli di business in cui i guadagni sono generati dalla relazione col fornitore del contenuto e non più dall’abbonamento.

Abilitare modelli di business fruttuosi per tutte le parti interessate è secondo Beutler la chiave per il successo della mobile Tv. Analizzando le possibili relazioni di business tra broadcaster e Mno l’autore sottolinea che dare supporto a un servizio broadcast in libera visione non implica necessariamente che l’operatore di rete mobile lo faccia gratis. I dibattiti in ambito 3GPP hanno mostrato che c’è la possibilità di arrivare ad accordi commerciali “promettenti tra broadcaster e Mno” e che questo potrebbe essere un forte stimolo ad adottare specifiche tecniche che abilitino tali relazioni d’affari, molto più che mere discussioni tecniche su prestazioni ed efficienza.

Un tema chiave è quello del costo della distribuzione per le emittenti: i broadcaster stimano che potranno essere 10 volte maggiori su una rete Lte rispetto alla Tv digitale terrestre; al contrario i produttori di terminali mobili calcolano che i due costi siano equivalenti.

Beutler riconosce i benefici generati da un facile accesso ai contenuti delle emittenti pubbliche su smartphone e tablet e invita i broadcaster a partecipare attivamente al dibattito in corso nell’industria e nei gruppi preposti alla definizione degli standard in modo da dire la loro sul futuro dei canali di distribuzione video: sarebbe un grave errore strategico, sostiene Beutler, se le emittenti pubbliche trascurassero l’importanza di difendere il proprio ruolo sul mercato della distribuzione.

“I broadcaster sono abituati a fare la parte del leone nella fornitura di programmi radio e Tv”, si legge nel libro, ma sarebbe “una catastrofe” convincersi che il ruolo storico garantisca un posizionamento analogo nell’era di Internet: “Allora erano i player principali su un mercato della distribuzione chiuso o comunque limitato. Ora la loro rete di sicurezza non esiste più”.

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