LA SFIDA

Videogame, Sony ribatte a Microsoft: 3,6 miliardi di dollari per Bungie

Il colosso nipponico va al contrattacco dopo l’annuncio dell’acquisizione di Activision Blizzard e punta sulla software house in passato di proprietà proprio della rivale. Il dossier da quasi 70 miliardi finisce intanto sul tavolo dell’Antitrust americano

01 Feb 2022

Domenico Aliperto

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Sony ha raggiunto un accordo per l’acquisto dello sviluppatore di videogames Bungie. Il deal, del valore di 3,6 miliardi di dollari sarebbe l’ennesima operazione che dimostra il fenomeno di concentrazione che sta interessando il settore dell’entertainment, e costituirebbe una risposta diretta a Microsoft, che pochi giorni fa ha annunciato l’acquisizione di Activision Blizzard.

Una volta finalizzato l’accordo, Bungie, dal 2000 al 2007 proprietà di Microsoft e famosa al grande pubblico per i titoli delle serie ‘Myth’, ‘Destiny’ e ‘Halo’, diventerà una sussidiaria indipendente di Sony, guidata da un consiglio di amministrazione formato dall’attuale presidente e amministratore delegato, Pete Parsons, e il resto dell’attuale management. Dopo la divulgazione della notizia il titolo di Sony ha guadagnato a Wall Street il 4,5%, in controtendenza con le performance registrate dall’inizio dell’anno, che vede le azioni in ribasso di oltre l’11%.

Sarà la Ftc a indagare sull’accordo Microsoft-Activision

Nel frattempo, Bloomberg ha rivelato che la proposta di acquisizione di Activion da parte di Microsoft per 68,7 miliardi di dollari sarà analizzata dalla Federal Trade Commission (Ftc), che si sostituirà al Dipartimento di Giustizia nelle indagini antitrust.

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Nel tentativo di rafforzare le linee guida sulle fusioni, il mese scorso la Ftc e il Dipartimento di Giustizia avevano affermato congiuntamente che i settori produttivi stanno affrontando un processo sempre più rapido di concentrazione, e un’ondata di richieste di fusione nel corso dell’ultimo biennio ha confermato che la situazione peggiorerà.

“Finora Microsoft era riuscita a evitare controlli a cui invece Alphabet e Meta sono abituati, ma questo accordo, che la renderebbe la terza società di giochi più grande al mondo, metterà il produttore di Xbox sui radar dei legislatori”, ha affermato parlando con Reuters Andre Barlow dello studio legale Doyle, Barlow & Mazard Llc. Secondo l’agenzia di stampa, Redmond dovrebbe pagare ad Activision una commissione di 3 miliardi di dollari se l’accordo fallisse, segno che la società è fiduciosa di ottenere l’approvazione dell’antitrust.

E il New York Times si compra Wordle

La strategicità del settore del gaming è del resto confermata da un’altra recente operazione: il New York Times è in procinto di acquisire Wordle, un gioco online che si ha conquistato un rapidissimo successo.

“L’obiettivo principale del Times rimane quello di diventare l’abbonamento essenziale per ogni persona di lingua inglese che cerca di capire e interagire con il mondo. I giochi del New York Times sono una parte fondamentale di questa strategia”, ha affermato la società – che conta circa 980 mila sottoscrizioni ai servizi videoludici, in una nota.

Fondato da Josh Wardle nell’ottobre 2021, Wordle offre ai giocatori sei tentativi per indovinare una parola misteriosa di cinque lettere ogni giorno. Il gioco è diventato un fenomeno culturale all’inizio di questo mese, con le persone che condividevano i loro punteggi sotto forma di emoji. Se a inizio novembre erano solo 90 le persone che hanno giocato con Wordle, a metà gennaio gli utenti erano circa 300 mila persone. Ora si parla di milioni.

Il valore esatto dell’operazione non è stato dichiarato, il Times si è limitato a dichiarare che il gioco è stato acquistato per un prezzo inferiore al milione di dollari.

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