Violenza sulle donne, sempre più abusi "digitali". Il Consiglio d'Europa: "Serve più formazione" - CorCom

LA RACCOMANDAZIONE

Violenza sulle donne, sempre più abusi “digitali”. Il Consiglio d’Europa: “Serve più formazione”

Cyber-flashing, doxing, body shaming. Il documento del gruppo di esperti delinea la nuova tipologia di reati. “Necessaria più alfabetizzazione tecnologica per le vittime e anche per operatori sanitari, delle case rifugio e per le forze dell’ordine”

25 Nov 2021

Federica Meta

Giornalista

La violenza sulle donne non è solo fisica ma sta assumendo sempre più anche una dimensione digitale: dal body shaming e il cyber-flashing (invio di immagini sessuali non richieste online) fino doxing (condivisione online delle informazioni personali senza consenso), il rapido sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione facilita anche nuove strade per la violenza contro donne e ragazze, esponendole a maggiori rischi di abuso.

Le statistiche rivelano la portata del problema. Secondo un rapporto pubblicato da Women’s Aid, il 45% delle vittime di violenza domestica ha subito una qualche forma di abuso online durante mentre il 48% è stato oggetto di molestie o abusi online dopo la fine di una relazione.

Nella sua prima raccomandazione sulla “dimensione digitale” della violenza contro le donne, il Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa (Grevio) definisce e delinea il problema della violenza di genere commessa online – condivisione di immagini umilianti, l’insulto e le minacce di morte e di stupro – ma anche i crimini perpetrati attraverso tecnologie di tracciamento sviluppate da società do sicurezza informatica che consentono, ad esempio, di seguire la vita privata delle persone senza che queste ne siano a conoscenza.

Monitorando l’attuazione della Convenzione di Istanbul, Grevio evidenzia come manchi ancora oggi una definizione universale della violenza contro le donne perpetrata tramite strumenti digitali così come la presenza di importanti lacune nelle leggi nazionali.  La raccomandazione dunque stabilisce una chiara definizione della dimensione digitale della violenza contro le donne e propone azioni specifiche da intraprendere, sulla base dei quattro pilastri della Convenzione di Istanbul: prevenzione, protezione, azione penale e politiche coordinate.

“La raccomandazione – spiegano in una nota congiunta la ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti e Marija Pejcinovic Buric, Segretaria generale del Consiglio d’Europa – invita ad agire per evitare che i perpetratori, senza consenso, controllino le possibilità di una donna di acquisire, utilizzare e conservare risorse economiche, controllando attraverso gli strumenti di internet banking i conti bancari e le attività finanziarie”.

Tra le molte misure, la raccomandazione del Grevio promuove l’inclusione dell’alfabetizzazione digitale e della sicurezza online a tutti i livelli di istruzione; incoraggia gli intermediari operanti in rete a condividere la responsabilità e ad agire per porre fine all’impunità degli atti di violenza di genere nel mondo digitale e chiede di dotare le forze dell’ordine degli strumenti e delle competenze necessarie per indagare e per perseguire efficacemente i colpevoli.

Inoltre, la nuova raccomandazione generale trova riferimento su di un capitolo – dedicato agli abusi sessisti online – presente nella Raccomandazione del 2019 del Comitato dei ministri a tutti gli Stati membri sulla prevenzione e la lotta al sessismo.

Il documento, evidenziano Bonetti e Pejcinovic Buric, “traccia un collegamento essenziale con la Convenzione di Istanbul in relazione alla dimensione digitale della violenza contro le donne e fornisce potenziali opportunità di sinergie tra la Convenzione di Istanbul e la Convenzione sulla criminalità informatica del Consiglio d’Europa, nota anche come Convenzione di Budapest, un trattato fondamentale considerato come il più completo e coerente accordo internazionale sulla criminalità informatica e le prove elettroniche fino ad oggi, che celebra i suoi 20 anni questo mese”.

“La violenza di genere è una grave minaccia alla libertà e ai diritti delle donne, ivi inclusa la violenza online e la criminalità informatica (cybercrime) – concludono – Abbiamo a nostra disposizione sia gli strumenti per riconoscerla che per affrontarla. Proprio perché quest’anno celebriamo l’anniversario di due trattati essenziali del Consiglio d’Europa, e in virtù della giornata istituita dalle Nazioni Unite, invitiamo tutti gli Stati parte a seguire le indicazioni della Convezione di Istanbul e le linee guida indicate nella nuova raccomandazione Grevio”.

Le iniziative delle aziende

In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Vodafone lancia in esclusiva su TikTok la campagna “Otto su Dieci”, che racconta in brevi video otto episodi di violenza non denunciati – dal revenge porn alla violenza domestica fino a quella psicologica e alla violenza fisica – scritti e interpretati da quattro giovani influencer.

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Fra i protagonisti della serie ci sono i tiktoker Zof (Sofia Pannilini), Roberta Zacchero, Valeria Vedovatti e Daniele Davì (in collaborazione con Matilde Santantonio), scelti per le loro capacità di fare proprio il linguaggio della piattaforma per raccontare storie complesse in modo diretto e immediato, oltre che per la sensibilità che hanno dimostrato in passato nei confronti della lotta alla violenza contro le donne.

La campagna di Vodafone “Otto su Dieci”, creata insieme a We Are Social, vuole inoltre promuovere la diffusione e utilizzo di Bright Sky, l’app sviluppata da Fondazione Vodafone per mettere a disposizione della comunità un sostegno concreto grazie alla tecnologia.

Sviluppata in collaborazione con Cadmi – Casa delle Donne Maltrattate e Polizia di Stato, Bright Sky è un’app gratuita che fornisce risorse e strumenti concreti alle donne che subiscono violenze e maltrattamenti, tra cui la mappatura dei servizi di supporto su tutto il territorio nazionale, la chiamata rapida al 112 attivabile con un singolo tocco su ogni pagina dell’app, oltre a questionari per valutare il rischio di una relazione e per sfatare stereotipi e luoghi comuni sul fenomeno della violenza. L’app può essere utilizzata anche da parenti, amici, colleghi di lavoro, associazioni e da tutti coloro che sono vicini a donne maltrattate. È inoltre disponibile una nuova versione browser di Bright Sky, che la rende accessibile anche a coloro per cui sia impossibile utilizzarla da mobile per ragioni di sicurezza.

È invece online #VocealleGamer, nuovo video targato WindTre che affronta il tema dell’inclusione, in particolare in un contesto come quello del gaming, percepito come fortemente maschile, nonostante le giocatrici in Rete nel nostro Paese siano il 47%. L’obiettivo è quello di riflettere sulla discriminazione di genere, che può avvenire anche impedendo alle ragazze di essere se stesse online.

Protagonista il gamer professionista ‘Tuberanza’ che, affiancato da Diletta Begali, Ambassador WindTre e content creator, prenderà parte a un vero e proprio ‘social experiment’: quello di giocare nei panni di una donna. Scoprirà quanto, nel suo settore, le ragazze abbiano ancora difficoltà ad esprimere liberamente la propria identità senza essere derise o attaccate e le esorterà a far sentire la propria voce.

Il video, nato da un’idea di Wunderman Thompson Italy, è disponibile sul canale YouTube e sui profili social di WindTre.

Un Premio alle donne innovatrici

  • Ma il digitale è anche uno straordinario strumento di promozione del talento femminile.  In occasione del vertice del Consiglio europeo per l’innovazione in corso a Bruxelles, la Commissione europea ha annunciato le vincitrici dell’edizione di quest’anno del premio dell’Ue per le donne innovatrici. Il premio è assegnato alle imprenditrici di maggior talento dell’Ue e dei paesi associati a Orizzonte Europa che hanno fondato un’impresa di successo e hanno portato le loro innovazioni sul mercato.
    Le vincitrici, selezionate da una giuria di esperti indipendenti, sono:
    Merel Boers (Paesi Bassi): cofondatrice e amministratrice delegata di NICO-LAB, un’impresa che offre tecnologie di punta per aiutare i medici a migliorare l’assistenza di emergenza.
    Mathilde Jakobsen (Danimarca): cofondatrice e amministratrice delegata di Land, una piattaforma digitale che accorcia e digitalizza la filiera agroalimentare, offrendo un agevole accesso a prodotti alimentari di buona qualità.
    Daphne Haim Langford (Israele): fondatrice e amministratrice delegata di Tarsier Pharma, una società che sviluppa soluzioni mediche rivoluzionarie per il trattamento e la cura delle malattie oftalmologiche autoimmuni e infiammatorie.

Le vincitrici riceveranno ciascuna un premio in denaro pari a 100 000 €.

Inoltre, il premio Innovatrice emergente 2021, assegnato a un’innovatrice eccezionale di età inferiore a 30 anni, è stato assegnato ad Ailbhe e Isabel Keane (Irlanda) fondatrici di Izzy Wheels. Con la loro impresa producono rivestimenti alla moda per le ruote delle sedie a rotelle. Ailbhe e Isabel Keane riceveranno un premio in denaro di 50 000 €.

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