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AUTOMOTIVE

Waymo in pista per il truck-sharing. Il ceo Krafcik: “Via ai primi test”

ll numero uno del programma per la guida autonoma di Alphabet: le tecnologie self-driving per i trasporti pesanti possono essere una risposta alla crescente carenza di autisti, oltre che aumentare sicurezza e affidabilità dei mezzi

12 Set 2019

A. S.

Waymo sta sviluppando la tecnologia per la guida autonoma anche sui mezzi pesanti. Ad annunciarlo è il Ceo John Krafcik durante il motor-show in corso a Francoforte, spiegando come siano già state attivate collaborazioni con alcuni partner industriali per affrontare la carenza di autisti che inizia a emergere in diverse aree su scala globale. 

La società di Alphabet, holding di cui fa parte anche Google, è impegnata a sviluppare le tecnologie di guida autonoma per i cosiddetti “robotaxi”, ma starebbe già considerando di adottare lo stesso principio anche per il traffico merci su ruota. 

“Il servizio a chiamata è una applicazione che consideriamo importante – afferma Krafcik parlando davanti a una platea con i principali rappresentanti istituzionali tedeschi, compresa la cancelliera Angela Merkel, durante la cerimonia d’apertura della manifestazione – la nostra tecnologia può rendere più efficienti, oltre che più sicuri, anche i camion, e rispondere a un bisogno crescente di autisti in molte aree del mondo”.

“Abbiamo già condotto prove su strada del Waymo Driver su alcuni camion negli Stati Uniti – prosegue Krafcik – e lavoriamo fianco a fianco con i player di questo ecosistema per assicurare uno sviluppo adeguato di questo progetto”.

Secondo le previsioni di settore nei prossimi anni si registrerà un drastico calo dell’offerta di autisti nelle società in cui l’età media è più alta, come è proprio il caso della Germania, tendenza che porterà alcuni player del settore come Uber a sviluppare applicazioni che mirino all’efficienza dell’ecosistema. In questo quadro Waymo è considerata su scala globale come uno dei leader di mercato per le self-driving car.

“Il nostro percorso sarà ancora lungo – conclude Krafcik – e c’è ancora molta strada da fare. Ma di sicuro abbiamo già imparato alcune cose fondamentali negli ultimi 10 anni”.

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