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FISCO

Web Tax, Boccia: “Governo in ritardo. Si intervenga entro il semestre Ue”

Il presidente della commissione Bilancio: “Non si può girarsi dall’altra parte: dilagano elusione ed evasione”. Paglia (Sel): “Respinto nostro emendamento. E la presidenza Italiana non è intervenuta in Europa”

21 Nov 2014

A.S.

“Non si può e non si deve più perdere tempo. Auspico entro la fine del semestre europeo una posizione netta e chiara del Governo Renzi”. Lo afferma Francesco Boccia (Pd), presidente della commissione Finanze della Camera, dopo che la commissione ha bocciato, ieri pomeriggio, un emendamento di Sel alla legge di Stabilità che proponeva la reintroduzione della web tax.

“L’apertura del vice ministro Morando fa sperare, finalmente, in una soluzione. Ma oggi giudico profondamente sbagliata la scelta di respingere l’emendamento di Sel che reintroduceva la cosiddetta webtax – continua Boccia – introdotta nella scorsa legge di stabilità e poi cancellata per decisione politica dallo stesso governo Renzi”.

“C’era l’impegno del presidente del Consiglio per risolvere la questione durante il semestre europeo, mancano 40 giorni al 31 dicembre – ricostruisce il presidente della Commissione Bilancio – Noi attendiamo fiduciosi anche se il tempo stringe e le tasse eluse dalle multinazionali del web continuano ad aumentare. Sui settori economici stravolti dall’economia digitale non si può andare avanti di emergenza in emergenza come abbiamo fatto opportunamente oggi riducendo, su proposta del ministro Franceschini e di numerosi gruppi parlamentari, l’Iva sugli ebook al 4 per cento”.

“Dalla musica al cinema, dal commercio elettronico al turismo online all’informazione al video-streaming, passando per tutte quelle attività che sfuggono ormai attraverso piattaforme illegali anche all’amministrazione dei monopoli di stato è un dilagare di elusione ed evasione fiscale senza precedenti. Non si può – conclude – pensare che ci si lavi la coscienza girando la testa dall’altra parte”.

La storia della Google tax in Italia è particolarmente complessa e ha visto opposte già dallo scorso anno due anime del Pd. Francesco Boccia è stato tra i suoi primi sponsor, ed era riuscito nel 2013 a farla inserire nella legge di stabilità per il 2014. Ma fu respinta come è successo anche ieri alla proposta di Sel.

“Avevo presentato un emendamento finalizzato ad assicurare la tassazione in Italia del fatturato qui realizzato dalle grandi agenzie pubblicitarie del web, Google e Facebook sopra tutte. Si tratta di cifre che riteniamo importanti, nonostante sia difficile persino conoscere esattamente il giro d’affari di queste multinazionali nel nostro paese”, afferma Giovanni Paglia, capogruppo di Sel in commissione Finanze. “La maggioranza ha naturalmente deciso di bocciarlo, perché sarebbe un tema europeo. Peccato che il semestre italiano sia ormai alle spalle, senza che la Presidenza italiana abbia fatto nulla in questo senso – conclude Paglia – nonostante sia stata più volte richiamata a farlo. La realtà, ancora una volta, è che il Governo Renzi sceglie di mostrarsi debole coi forti, quanto forte coi deboli”.

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