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PRIMO PIANO

Web tax, Vestager: “L’Europa va avanti anche senza Ocse”

Per “ottenere risultati in tempi ragionevoli” la commissaria per la Concorrenza – tra i papabili alla successione di Juncker – prospetta una soluzione unilaterale. E intanto la Francia si muove in maniera autonoma

08 Apr 2019

D. A.

Urge una legge sulla tassazione dei grandi operatori digitali. “E se dovesse mancare il consenso globale, l’Europa dovrà fare strada”. A dirlo è stata la commissaria per la Concorrenza Margrethe Vestager, durante un’intervista concessa stamattina a France Inter radio. Il problema è, come molti sanno, che manca persino il consenso tra i membri dell’Unione, che avrebbero tutto l’interesse a trovare un accordo per imporre una tassazione equa sull’enorme giro d’affari generato dai giganti del Web in Europa.

La Francia ha spinto con decisione in questo senso, ma durante lo scorso weekend, in occasione di un incontro tra i vertici finanziari dei Paesi membri, Svezia, Finlandia, Irlanda e Danimarca hanno bloccato una bozza con una proposta di legge dedicata per l’appunto al caso Gafa (Google, Amazon, Facebook, Apple).

“Stiamo diventando un mondo sempre più digitalizzato, e sarà un grosso problema se non riusciremo a trovare un modo per incrementare la tassazione”, ha spiegato la Vestager, che si sta accreditando come una delle personalità più quotate per sostituire, a novembre, Jean-Claude Juncker alla guida della Commissione europea. Interrogata al riguardo, la commissaria, ha glissato: “Sono molto interessata al futuro dell’Europa. La mia idea è che prima ancora di decidere quale nuovo volto occorra in Commissione, dobbiamo sapere cosa vogliamo fare”. Rispetto al caso Gafa, “l’opzione migliore è una soluzione globale, ma se vogliamo ottenere risultati in tempi ragionevoli, l’Europa deve prendere l’iniziativa”, ha rimarcato la Vestager.

È ciò che sta facendo per l’appunto la Francia, che questa settimana avvierà in Parlamento l’iter per una legge nazionale: il documento propone un’aliquota del 3% sui ricavi generati da digital advertising per le multinazionali con fatturati superiori ai 750 milioni di euro. Ma anche il Regno Unito, in bilico sulla procedura di uscita dall’Unione, sta muovendosi in maniera autonoma nei confronti dei giganti del Web. È infatti allo studio un dispositivo sulla sicurezza online, una serie di sanzioni per le social media company e le aziende tecnologiche che non riuscono a proteggere i propri utenti da contenuti dannosi.

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