IL REPORT

Whatsapp da record: ogni minuto inviati 29 milioni di messaggi

Rapporto Centro Economia Digitale: nel mondo, ogni 60 secondi, vengono postati 243mila foto su Facebook e 65mila scatti su Instagram. Inviate 156 milioni di e-mail

Pubblicato il 13 Nov 2018

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Ogni 60 secondi nel mondo vengono inviati 29 milioni di messaggi su Whatsapp e 156 milioni di email; 243mila foto sono postate su Facebook e 65 mila scatti su Instagram; si pubblicano 350mila cinguettii su Twitter e si caricano 210mila snap su Snapchat. A quantificare il minuto digitale è un’elaborazione del Centro Economia Digitale (Ced), contenuta nel rapporto sul digitale che il Centro ha presentato stamani a Roma. Ogni minuto si effettuano 3,8 milioni di ricerche su Google e 2 milioni di minuti di chiamate su Skype, si creano 120 nuovi account su LinkedIn, si fanno circa 25mila post su Tumblr e 18mila abbinamenti amorosi sulla app di incontri Tinder.

Sul fronte audiovisivo, sempre secondo il rapporto, ogni minuto nel globo gli utenti di Spotify ascoltano 1,5 milioni di canzoni e gli abbonati di Netflix guardano 87mila ore di filmati. Oltre 16mila video sono guardati su Vimeo, mentre sulla piattaforma YouTube, sempre in 60 secondi, gli utenti caricano 400 ore di filmati.

Il report lancia anche l’allarme sui ritardi dell’Italia sul fronte digitale. I dati emersi sono sconfortanti: in un contesto in cui l’Europa è tagliata fuori dalla classifica delle prime 20 aziende internet per capitalizzazione, tutte statunitensi o cinesi, tra i 28 paesi che compongono il vecchio continente l’Italia è al 25° posto nel punteggio Desi 2018, l’indicatore della Commissione Europea che misura il livello di attuazione dell’Agenda Digitale di tutti gli Stati membri. Non solo: per la connettività siamo al 26° posto, per il capitale umano e le competenze digitali al 25°, per l’uso di Internet da parte dei cittadini addirittura al 27°, per l’integrazione digitale nelle aziende al 20° e per la digitalizzazione dei servizi pubblici al 19°.

“Il problema – ha spiegato il presidente del Centro Economia Digitale, Rosario Cerra – è la governance di questo processo. Il digitale non è un tema tecnologico, di business o di comunicazione, e non è un punto in un’agenda politica, ma un’agenda politica a se stante. È un errore parlare del digitale mettendolo al pari di altre sfide, come la complessità burocratica dello Stato, la lentezza del sistema giudiziario e la diseguaglianza economica. Perché risolvendo la sfida del digitale riusciremmo a semplificare tutte le altre sfide. Secondo noi non ha senso dare vita oggi a un Ministero del Digitale, perché il tema deve essere promosso direttamente dalla Presidenza del Consiglio. Siamo favorevoli invece a un impegno diretto e visibile dei grandi player nazionali (Leonardo, Eni, Enel, Intesa San Paolo…), che stanno già investendo moltissimo nel digitale, e soprattutto auspichiamo l’apertura di una nuova e vera fase della politica industriale per l’Italia attraverso un tavolo aperto fuori dai ritualismi. Il tempo per pensare al digitale è finito: il futuro appartiene a chi decide oggi”.

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