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MERCATO

Xerox sempre più lontana da Fujifilm: in Asia vuole “ballare da sola”

La casa americana pronta a far saltare la storica joint venture Fuji Xerox: “Enorme opportunità vendere direttamente in Asia-Pacifico col solo marchio Usa”. A inizio mese la società aveva mandato a monte la fusione con il payer giapponese, che ha intentato una causa chiedendo risarcimenti per un miliardo di dollari

25 Giu 2018

Xerox è pronta a mollare l’alleanza con Fujifilm e a fare tutto da sola. Il gruppo americano ha indicato che comincerà a comprare prodotti da vendor alternativi alla storica partner giapponese, una decisione che suona come una replica diretta alla causa intentata da Fujifilm contro Xerox la scorsa settimana per aver mandato a monte il merger cui Xerox aveva già dato il consenso a gennaio.

Fujifilm accusa il produttore americano di stampanti e fotocopiatrici di essersi piegato alle pressioni degli investitri attivisti Carl Icahn e Darwin Deason e chiede danni per oltre un miliardo di dollari. Il ricorso alle vie legali ha scatenato la risposta di Xerox: “Le azioni di Fujifilm ci costringono a guardare ad altri fornitori per proteggere la nostra supply chain”, ha indicato l’azienda.

A rischio c’è anche la joint venture Fuji Xerox che esiste da 56 anni e che è stata rinnovata dalle due partner nel 2001 con scadenza al 2021. Fuji Xerox è al 75% di proprietà di Fujifilm e per la quota restante di Xerox e gestisce i contratti con cui vengono forniti a clienti globali servizi Xerox negli Stati Uniti e in Europa e servizi  Fuji Xerox in Asia. Inoltre, Xerox non fabbrica quasi più macchine fotocopiatrici per ufficio ma vende quelle di Fuji Xerox.

“Spiegheremo ai nostri azionisti quale enorme opportunità è per Xerox vendere i prodotti direttamente sul mercato in piena espansione dell’Asia-Pacifico con utilizzo unico ed esclusivo del marchio Xerox che ha un forte valore e con una supply chain più efficiente e gestita più efficacemente di quella che oggi esiste con Fuji Xerox”, ha dichiarato l’azienda americana.

Il Ceo di Fujifilm, Shigetaka Komori, aveva osservato in precendenza che Xerox dipende da Fuji Xerox per produrre quasi tutte le fotocopiatrici che vende negli Stati Uniti e che Fujifilm, al contrario di Xerox, può continuare a crescere da sola.

Xerox ha fatto saltare l’acquisizione da parte di Fujifilm Holdings a inizio mese e Fujifilm aveva da subito minacciato le vie legali sostenendo che l’azienda americana non ha diritto di stralciare l’accordo già siglato per una fusione valutata 6,1 miliardi di dollari.

La trattativa per l’acquisizione di Xerox da parte della nipponica Fujifilm Holdings risale allo scorso gennaio, ma l’operazione ha sollevato polemiche a causa del cambio di controllo: con l’acquisizione (che avrebbe dovuto concludersi questa estate) Fujifilm si sarebbe portata a casa il 50,1% della Xerox Corporation per poi conferire il 75% della partecipazione alla joint venture Fuji Xerox operativa sul mercato asiatico. Xerox si è tirata fuori dall’accordo per il pressing esercitato dagli investitori Carl Icahn (primo azionista di Xerox con una quota del 9,7%) e Darwin Deason, contrari al merger perché svaluterebbe l’azienda americana.

L’intesa tra Xerox e i due investitori non solo ha mandato a monte la fusione con Fujifilm ma ha fatto saltare la testa del Ceo di Xerox Jeff Jacobson – principale artefice dell’accordo per la fusione col partner giapponese – e di altri cinque top manager, tra cui il presidente Robert Keegan. John Visentin, assunto da Icahn per condurre la sua campagna contro il top management di Xerox, ha preso il posto di Jacobson.

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