Yahoo sfida Netflix: è l'ora della tv online - CorCom

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Yahoo sfida Netflix: è l’ora della tv online

Secondo indiscrezioni l’azienda guidata da Marissa Mayer finanzierà quattro serie con un budget tra i 700mila e il milione di dollari. E l’interesse per i contenuti video non si ferma qui: allo studio anche una piattaforma concorrente a YouTube

07 Apr 2014

Federica Meta

Yahoo! lancia il guanto di sfida a Netflix. Dopo Amazon – che la scorsa settimana ha presentato la sua FireTv – anche la società guidata da Marissa Mayer si prepara ad entrare nell’arena della tv online, finanziando quattro serie tv originali. “Diversamente da quanto fatto il passato il colosso californiano ha deciso di abbandonare il formato breve – sottolinea il Wall Street Journal – concentrandosi su 10 episodi da mezz’ora con un budget a puntata tra i 700mila e il milione di dollari”.

Mayer spera di poter presentare il progetto televisivo all’edizione del prossimo 28 aprile del “NewFront”, l’evento di New York in cui si incontrano gruppi Internet e inserzionisti pubblicitari. Per ora Yahoo! non ha confermato né smentito la notizia.

Di certo la decisone aprirebbe al gruppo un nuovo settore in diretta competizione con Netflix. “Stanno guardando agli stessi tipi di show che Netflix e Amazon hanno intenzione di produrre”, ha detto al Wsj una fonte interna all’azienda.

La mossa – come rivela il quotidiano Usa – mette in luce il fenomeno di migrazione della televisione dal piccolo schermo a Internet. Un fenomeno che negli ultimi anni ha completamente cambiato le abitudini degli utenti di programmi, soprattutto negli Stati Uniti.

Ma l’interesse per i contenuti video da parte dell’azienda non si ferma qui. Secondo indiscrezioni riportate dal blog statunitense Re/Code, Yahoo! starebbe per lanciare una piattaforma video da contrapporre a YouTube,.

Da anni, infatti, chi produce e mette online video su YouTube si lamenta per i bassi compensi. L’azienda di Sunnyvale vuole dunque provare a rubare la scena a YouTube, acquistato nel 2006 da Google per 1,65 miliardi di dollari, cambiando modello. E starebbe anche contattando alcune delle star e dei canali del sito per mostrare il progetto. La strategia per attirare nuovi contributors si basa sul semplice meccanismo della domanda e dell’offerta: offrire più denaro ai contributors di quanti ne dia oggi Youtube, visto che oggi Google trattiene per sé il 45% delle entrate pubblicitarie.

L’azienda guidata da tempo sta cercando di essere più aggressiva nel settore dei contenuti. A gennaio al Ces di Las Vegas ha lanciato ‘News Digest’, un suo magazine online, portando nelle sue file anche Katie Couric, popolare giornalista del network americano Cbs, passata dalla tv al web. Google e Yahoo! si rincorrono anche nella classifica dei sii più visitati negli Stati Uniti: dopo essere stato scalzato da Sunnyvale, Big G ha ripreso di recente lo scettro. Secondo la società ComScore, a febbraio 2014 Google è risultato primo, mentre Yahoo! è sceso al secondo posto.

Secondo i dati Nielsen, anche se 283 milioni di americani ogni mese guardano la tv, sempre più spesso non sono seduti davanti allo schermo della televisione, ma seguono i loro programmi preferiti attraverso applicazioni su tablet o su computer, attraverso servizi ondemand o abbonandosi a gruppi come Netflix.