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IL TAKEOVER

Apple-Shazam, l’Antitrust Ue dà l’ok

Il commissario Ue Margrethe Vestager: “L’acquisizione non ridurrà la concorrenza nel mercato della musica digitale in streaming”. Il verdetto dopo un’approfondita analisi di mercato

06 Set 2018

L’indagine dell’antitrust Ue nei confronti dell’acquisizione di Shazam da parte di Apple si conclude con la luce verde all’operazione. A spiegare le motivazioni della decisione è il commissario Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager: “Dopo un’approfondita analisi dei dati musicali e degli utenti, abbiamo trovato che la loro acquisizione da parte di Apple non ridurrà la concorrenza nel mercato della musica digitale in streaming“.

Nel corso dell’istruttoria l’Antitrust si è confrontata con i principali player del mercato dello streaming musicale online, ed è giunta alla conclusione che “la fusione non impatterebbe in modo negativo la concorrenza”, dal momento che le due società “offrono principalmente servizi complementari che non competono tra loro”.

“I dati sono un elemento chiave nell’economia digitale, quindi dobbiamo rivedere attentamente le transazioni che portano all’acquisizione di importanti serie di dati, inclusi quelli potenzialmente sensibili dal punto di vista commerciale, per assicurare che non restringano la concorrenza”, afferma Vestager spiegando motivando la decisione che aveva portato la commissione a dare il via all’indagine partita il 23 aprile. A chiedere l’intervento dell’Antitrust era stata una lettera firmata da sette Paesi (Italia, Austria, Francia, Islanda, Norvegia, Spagna e Svezia).

La fusione tra Apple Music, principale concorrente di Spotify per la musica in streaming, e Shazam, app che “riconosce” i brani musicali partendo da poche note, “non sarebbe in grado di escludere fornitori concorrenti di servizi di musica in streaming accedendo a informazioni commercialmente sensibili sui loro consumatori – spiega l’authority – perché non aumenterebbe materialmente la capacità di Apple di prendere di mira gli appassionati di musica”. La fusione non potrebbe nemmeno essere utilizzata per penalizzare la concorrenza di Apple Music, dal momento che Shazam, sottolinea la commissione, “ha un’importanza limitata come punto d’ingresso ai servizi di musica in streaming dei concorrenti di Apple“.

Infine, la fusione dei database delle due società “non conferirebbe un vantaggio unico sul mercato”, dal momento che “i dati di Shazam non sono unici e i concorrenti di Apple avrebbero ancora l’opportunità di accedere e usare database simili”.

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