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Elettronica innovativa, via al primo bando del Mise: sul piatto 10 milioni

Stanziata la prima tranche dei 200 milioni di finanziamento previsti da Horizon Europe nell’ambito del programma Key Digital Technologies JU. Le imprese italiane possono presentare domanda fino al 16 maggio. Al centro progetti di ricerca per sistemi smart mirati a e-health, energia, mobilità, ambiente e manifatturiero

29 Apr 2022

L. O.

elettronica

Progetti digitali ad alto tasso di innovazione. E’ il terreno su cui si misureranno le aziende italiane che da oggi e fino al 16 maggio potranno presentare domanda per richiedere incentivi a sostegno della ricerca, progettazione e produzione di elettronica innovativa previsti dal bando lanciato dal Mise. Sul piatto 10 milioni di euro.

Lo rende noto il ministero per lo Sviluppo economico che destina, si legge in una nota, “i primi 10 milioni di euro di finanziamento, su 200 milioni complessivi stanziati per l’intervento Partenariati-Horizon Europe del Pnrr, ai bandi emanati nel 2021 nell’ambito della iniziativa europea Kdt Ju (Key Digital Technologies Joint Undertaking).

Una quota del 40% dello stanziamento di 10 milioni di euro è riservato a imprese localizzate nelle regioni del Mezzogiorno.

Gli obiettivi del bando

Si punta a rafforzare l’autonomia strategica dell’Italia e dell’Unione europea nei componenti e sistemi elettronici all’avanguardia, per agevolare il trasferimento tecnologico verso il mondo dell’impresa di piattaforme di sensori innovativi basati sull’intelligenza artificiale.

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I membri fondatori della Kdt Ju sono la Commissione Ue, gli Stati membri o associati, tra cui l’Italia, e le associazioni industriali europee che puntano a raddoppiare il valore di queste attività entro il 2030 e favorire la competitività, la sostenibilità e la crescita economica.

Gli ambiti di applicazione dei nuovi progetti

I progetti finanziati da Kdt JU riguarderanno soluzioni intelligenti in materia di mobilità, assistenza sanitaria, ambiente, energia, società digitale, industria manifatturiera.

“Con l’attivazione di queste prime risorse a sostegno di investimenti in ricerca e sviluppo avviamo un altro importante intervento previsto dal Pnrr che mira a potenziare le competenze del sistema produttivo nazionale in un’ottica di filiera e in termini di sviluppo, innovazione e trasferimento tecnologico – ha detto il ministro Giancarlo Giorgetti -. Oltre a rappresentare un’opportunità per la competitività e crescita del nostro Paese, la crescita di questi investimenti contribuisce in maniera decisiva a rafforzare l’autonomia strategica in settori, come quello dell’elettronica, divenuti asset centrali per l’industria manifatturiera europea”.

Che cos’è il programma Kdt JU

Il progetto Key Digital Technologies Joint Undertaking supporta la ricerca e innovazione nella progettazione di componenti elettronici all’avanguardia tecnologica, nonché la loro produzione e integrazione in sistemi intelligenti con l’obiettivo di raddoppiare il valore di tali attività entro il 2030 e favorire la competitività, la sostenibilità e la crescita economica dei paesi Ue.

Il programma è stato istituito con il Regolamento Ue 2021/2085 nel novembre 2021 e mira a rafforzare il potenziale di innovazione dell’Europa attraverso il contributo di componenti e sistemi elettronici, compresi microsistemi, tecnologie software, sottoinsiemi e sistemi di sistemi che forniscono tecnologie sicure e affidabili alle catene del valore strategiche. In particolare il progetto punta a tre obiettivi.

I 3 obiettivi del Kdt JU

L’obiettivo generale è contribuire a raddoppiare il valore della progettazione e produzione di componenti e sistemi elettronici in Europa entro il 2030, in linea con il peso dell’Unione in termini di prodotti e servizi.

Ancora, stabilire l’eccellenza scientifica e la leadership nell’innovazione dell’Unione in relazione a tecnologie emergenti per componenti e sistemi, anche per quanto riguarda attività relative a livelli inferiori di maturità tecnologica, nonché promuovere il coinvolgimento attivo delle Pmi che rappresentano almeno un terzo del numero totale di partecipanti ad azioni indirette: almeno il 20% del finanziamento pubblico dovrebbe essere destinato a loro favore.

Infine, garantire che le tecnologie per componenti e sistemi affrontino le sfide sociali e ambientali dell’Europa. L’obiettivo è conseguire un allineamento con la politica dell’Unione in materia di efficienza energetica e contribuire alla riduzione del consumo di energia del 32,5% nel 2030.

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