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IL CASO

Elezioni europee, Jourova: “Casi di fake news diffuse da account falsi”

Il commissario alla Giustizia sulla tornata elettorale di maggio 2019: “La sfida è di migliorare le nostre regole e la nostra capacità di monitorare”. Il titolare della sicurezza, Julian King: “I leader europei ne discuteranno la prossima settimana”

14 Giu 2019

A. S.

La campagna elettorale per le elezioni europee del 26 maggio non ha fatto eccezione rispetto alle consultazioni che si sono svolta negli ultimi anni su scala globale, registrando diversi casi di fake news diffuse sui canali digitali per influenzare il voto dei cittadini. A sottolinearlo è Vera Jourova, Commissario uscente alla Giustizia, commentando il rapporto sulla lotta alla disinformazione diffuso dalla Commissione Ue. Jourova ha definito “scioccante” il caso Cambridge Analytica che ha coinvolto Facebook, e ha sottolineato come in Europa non si siano in ogni caso verificati casi di questa portata.

“La sfida – prosegue Jourova – è migliorare le nostre regole e la nostra capacità di monitorare”, pur nel contesto di un “bilanciamento tra le libertà individuali e il rispetto dei diritti umani e la lotta alla disinformazione”.

“I leader dell’Ue discuteranno la questione durante la riunione della prossima settimana”, aggiunge Julian King, commissario alla sicurezza, confermando che la Commissione “di impegna a portare avanti il lavoro sulla disinformazione”. “Si dovrà fare di più sulla trasparenza degli annunci politici online e sulle attività di alcuni fake account, non bisognerà abbassare la guardia”.

Secondo i dati del report nei giorni precedenti alle elezioni si è intensificata l’attività di monitoraggio delle piattaforme online, che hanno identificato e rimosso account che diffondevano disinformazione e discorsi di incitamento all’odio, anche grazie alle segnalazioni di investigatori e giornalisti indipendenti. Si tratta in tutto di più di 600 gruppi e pagine Facebook in Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Polonia e Spagna, che oltre ad aver diffuso le fake news hanno anche utilizzato profili falsi per aumentare artificialmente la diffusione di questi contenuti. Un’attività che ha generato 763 milioni di visualizzazioni per utente.

“Le piattaforme online – denuncia il rapporto – sono diventate potenti serbatoi dell’informazione per molti cittadini dell’Ue, e possono svolgere anche un ruolo chiave nella diffusione della disinformazione”.

La commissione invita così gli operatori del settore, tra cui Facebook, Google e Twitter, a rafforzare il loro impegno nel contrasto alla disinformazione, seguendo il codice di autoregolamentazione firmato insieme alla società di software a quelle che gestiscono la pubblicità, migliorando la trasparenza la responsabilità e l’affidabilità dei loro servizi.

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