LA RELAZIONE ANNUALE

Bankitalia e l’economia digitale: faro su cybersecurity e fintech

Alta l’asticella anche su privacy, legalità e stabilità dei sistemi finanziari. Le opportunità sono significative grazie a intelligenza artificiale, cloud e analisi dei dati, ma il governatore Ignazio Visco ribadisce la necessità di una vigilanza Ue sui player tecnologici e dell’IT

31 Mag 2022

Patrizia Licata

giornalista

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Uso delle tecnologie come l’intelligenza artificiale per innovare il settore bancario e regole armonizzate europee per le aziende del fintech: la digitalizzazione del settore finanziario è una parte rilevante delle “Considerazioni finali” (SCARICA QUI LO SPEECH INTEGRALE) con cui il governatore della Bankitalia Ignazio Visco ha accompagnato la pubblicazione della Relazione annuale 2021 della Banca d’Italia. Visco sottolinea che l‘euro digitale è nel radar dell’istituto bancario nazionale e ribadisce la necessità di monitorare i rischi cyber, anche con una sorveglianza sui fornitori esterni di tecnologie critiche per i sistemi informativi e finanziari. Del Pnrr vengono sottolineate la “qualità e dimensioni consone con l’obiettivo di colmare i gravi ritardi accumulati nel tempo dal Paese”.

Nella parte dedicata specificamente alla transizione digitale, la relazione annuale di Banca d’Italia mette in luce, accanto alle “significative opportunità”, come il miglioramento dell’efficienza nell’erogazione di servizi finanziari, anche le “importanti sfide” per gli intermediari tradizionali e per le autorità di regolamentazione e supervisione. Ai rischi operativi e cibernetici – legati anche all’allargamento del gruppo di soggetti coinvolti nell’offerta di prodotti finanziari e all’aumento delle loro interconnessioni – e a quelli connessi con il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo si affiancano i rischi per la sicurezza e la corretta gestione e trattamento dei dati personali degli utenti, il buon funzionamento delle infrastrutture di pagamento, la solidità dei singoli operatori e la stabilità complessiva del sistema finanziario. Aumentano inoltre, sia per gli utenti sia per gli intermediari, i rischi legati all’utilizzo delle criptoattività e della finanza decentralizzata (DeFi), rese possibili dallo sviluppo delle tecnologie dei registri distribuiti o blockchain.

La Banca d’Italia e le altre autorità di supervisione italiane ed europee sono impegnate ad aggiornare il quadro normativo di riferimento.

Lo scenario: nella finanza sono entrate le Big tech

La diffusione delle tecnologie digitali determina un mutamento profondo nella domanda e nell’offerta di prodotti e servizi finanziari. Le applicazioni e le piattaforme digitali per l’interazione con la clientela sono in forte crescita in tutti i comparti del settore finanziario. Nuove tecnologie, quali l’intelligenza artificiale, il cloud e la robotica rendono più efficienti le attività svolte dagli intermediari. Gli ambiti di applicazione sono vasti e includono i servizi di deposito, pagamento, investimento, consulenza, finanziamento e quelli assicurativi, nonché le attività di back office e di analisi e gestione dei rischi.

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Le trasformazioni determinate dall’innovazione digitale nell’ultimo decennio estendono notevolmente il perimetro dei soggetti coinvolti nella fornitura di servizi finanziari in un settore che fino a pochi anni fa era esclusivo appannaggio degli intermediari tradizionali. La diffusione dei collegamenti alla rete internet, l’aumento della disponibilità di informazioni sugli utenti, la riduzione del costo dell’elaborazione automatica dei dati offrono l’opportunità di sviluppare modelli di attività fortemente all’avanguardia. Questi mutamenti stimolano l’entrata nel mercato di imprese innovative e società tecnologiche, anche di grande dimensione (Big tech), che in alcuni casi offrono servizi in concorrenza con quelli degli intermediari tradizionali e in altri operano invece in collaborazione.

Questo contesto cambia anche gli obiettivi delle autorità di regolamentazione, che oggi mirano a contemperare la promozione dell’innovazione con l’esigenza di tutelare i consumatori e gli investitori; evitare l’esclusione o la discriminazione degli utenti meno digitalizzati; garantire il corretto funzionamento delle infrastrutture di mercato e del sistema dei pagamenti; preservare la sicurezza e la stabilità del sistema finanziario e dell’economia nel suo complesso.

Fintech, serve un sistema di vigilanza Ue

“Innovazioni quali i sistemi di identificazione elettronica e i metodi avanzati di analisi dei dati contribuiscono a rafforzare la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Permettono di verificare l’identità della clientela anche da remoto e di svolgere approfonditi controlli sui flussi finanziari. Allo stesso tempo, le società fintech, che spesso registrano una rapida espansione dell’operatività, talvolta faticano ad applicare correttamente le regole antiriciclaggio. Le difficoltà sono maggiori quando esse operano su più mercati, con normative di settore non ancora pienamente armonizzate. L’attenzione su questi profili di rischio non può che rimanere massima”, scrive Visco nelle sue considerazioni. “In prospettiva, la definizione di regole direttamente applicabili in tutta l’Unione e l’introduzione di un sistema di vigilanza unico permetterebbero di superare molte delle attuali difficoltà”.

Cybersicurezza: “Sorveglianza sui fornitori It”

Sulla cybersecurity delle reti di comunicazione e dei sistemi finanziari, Visco mette in evidenzia i rischi derivanti dal ricorso a fornitori di servizi esterni, che possono minacciare la stabilità tanto dei singoli operatori quanto del sistema nel suo complesso. “La necessità di garantire la sicurezza dei sistemi informativi richiede da un lato adeguati investimenti e attente scelte organizzative da parte degli organi di governo e controllo degli intermediari, dall’altro un’azione profonda di aggiornamento non solo degli strumenti di supervisione ma anche dello stesso quadro normativo“, scrive il governatore. “In Europa una proposta di regolamento (Digital operational resilience act, Dora) prevede l’introduzione di disposizioni armonizzate e presidi robusti e uniformi per la resilienza operativa digitale nel comparto della finanza, anche attraverso l’introduzione di un regime di sorveglianza sui fornitori di servizi tecnologici particolarmente critici”.

Euro digitale, l’Italia contribuisce. L’emissione “nei prossimi anni”

Sulla moneta unica virtuale, Visco evidenzia che la Banca d’Italia contribuisce, nell’ambito dell’Eurosistema, al progetto per la possibile introduzione dell’euro digitale. “Una valuta digitale della banca centrale rappresenterebbe un’ancora per la fiducia del pubblico nella moneta; fungerebbe da complemento al contante e ai mezzi di pagamento elettronici esistenti, nonché allo sviluppo privato di strumenti digitali affidabili”, afferma il governatore di Bankitalia. “Affinché ciò sia possibile l’euro digitale dovrà soddisfare le aspettative degli utenti garantendo protezione dei dati personali, sicurezza e facilità di utilizzo, favorendo l’innovazione e accompagnando la trasformazione digitale dell’economia. La decisione sulla sua possibile emissione sarà presa nei prossimi anni alla luce dei risultati delle attività in corso”.

Le iniziative digitali di Bankitalia: la call for proposals sull’Ai

Visco ricorda che lo scorso anno è stata avviata, per iniziativa del Ministero dell’economia e delle finanze e a cura delle autorità di controllo, la sandbox regolamentare, un ambiente dedicato alla sperimentazione di prodotti e servizi tecnologicamente avanzati nei settori bancario, finanziario e assicurativo da parte di intermediari vigilati e operatori specializzati, anche al fine di valutarne la compatibilità con la normativa vigente. A questa iniziativa si aggiungono le attività in corso presso il centro di innovazione della Banca d’Italia, Milano Hub. A seguito della prima call for proposal sull’intelligenza artificiale, dieci progetti selezionati sono in fase di sviluppo e beneficiano del supporto dell’Hub, che mette a disposizione competenze tecniche, approfondimenti di natura regolamentare, sostegno per l’organizzazione di presentazioni ed eventi tematici.

Il Pnrr ha le dimensioni e la qualità per far crescere l’Italia

“Il Pnrr ha assunto qualità e dimensioni consone con l’obiettivo di colmare i gravi ritardi accumulati nel tempo dal Paese nell’istruzione e nella ricerca, nella parità di genere e nel sostegno all’occupazione giovanile, nella qualità delle infrastrutture e dei servizi pubblici” – afferma il governatore Visco. “La prospettiva di una strategia di sviluppo fondata su tecnologie verdi e digitali e sul sostegno all’innovazione potrà contribuire al rafforzamento e all’espansione dei segmenti più dinamici del nostro sistema produttivo, nonché dell’industria finanziaria. Ne conseguiranno mutamenti profondi anche per l’organizzazione del lavoro”.

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