L'ANALISI

Bitcoin promosso da JP Morgan: “Nostra priorità di investimento”

La moneta digitale sarebbe sottovalutata del 28%, dice la banca, che oramai la preferisce agli impegni nel settore immobiliare e non si preoccupa per l’andamento in calo degli ultimi mesi. Ma la Fed frena e in Italia Giorgio Mulé chiede una “legge sulle criptovalute per evitare il Far West”

26 Mag 2022

Patrizia Licata

giornalista

bitcoin

La banca americana JPMorgan dà il suo consenso definitivo agli investimenti in Bitcoin. La criptovaluta più usata nel mondo può apprezzarsi significativamente nei prossimi mesi perché attualmente è sottovalutata del 28%, hanno scritto gli analisti della banca in una nota agli investitori. Per JPMorgan il valore “reale” del Bitcoin è infatti di almeno 38.000 dollari contro i 29.600 circa attuali (in crescita dell’1,8% nelle ultime 24 ore).

Il trend in calo degli ultimi mesi non preoccupa JPMorgan, che già a febbraio – quando il Bitcoin valeva più di 43.000 dollari – aveva “promosso” la criptovaluta. A gennaio la banca aveva addirittura calcolato un possibile boom nel lungo termine a 146.000 dollari – purché la volatilità dei prezzi di bitcoin si attenui, permettendo alle istituzioni di effettuare grandi allocazioni.

JPMorgan preferisce investire in criptovalute

Nel frattempo, l’istituto finanziario americano fa la sua parte sostituendo gradualmente gli investimenti in Bitcoin e in crypto-asset a quelli tradizionali in immobili. JPMorgan ha detto che sono ormai la sua “classe di asset alternativa preferita” insieme agli hedge fund, citando come motivazione il “potenziale lento repricing” nel private equity, nel debito privato e nel settore immobiliare.

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Il Bitcoin ha raggiunto nel novembre del 2021 il prezzo record di quasi 69.000 dollari; da allora le fluttuazioni sono state intense e i cali di valore pesanti, anche a causa di un più attento scrutinio dei regolatori del mercato finanziario. Oggi i fattori che deprimono il prezzo sono, oltre all’aumento dei tassi di interesse e la crisi innescata dalla guerra in Ucraina, il collasso della stablecoin algoritmica TerraUsd e del token collegato Luna. Oggi la capitalizzazione di mercato delle criptovalute ammonta a un totale di 1,3 trilioni di dollari contro i 3 trilioni dello scorso novembre, riporta Forbes.

Il ruolo del venture capital

Ma JPMorgan ritiene che quanto accaduto sul mercato crypto negli scorsi mesi sia un fenomeno di “capitolazione” o corsa alla vendita, come accaduto per TerraUsd, il cui valore è crollato a quasi zero. Ma nei prossimi mesi gli analisti prevedono un trend al rialzo per Bitcoin e il mercato degli asset digitali.

Per uscire dall’attuale “crypto winter” sarà fondamentale, però, il voto di fiducia dei fondi di venture capital, come sta facendo Andreessen Horowitz, che ha annunciato un nuovo fondo da 4,5 miliardi destinato agli investimenti nelle startup delle criptovalute.

In tutto il 2021, le società del venture capital hanno investito oltre 33 miliardi di dollari nelle società innovative della blockchain e dei crypto-asset, secondo uno studio di Galaxy Digital. E per JPMorgan “Finora non ci sono prove che i finanziamenti del venture capital si stiano riducendo a causa del collasso di Terra”.

La Fed: “Sulle criptovalute servono regole”

Non è dello stesso parere la Federal reserve. Il recente calo delle criptovalute evidenzia “la necessità di salvaguardie normative”, ha detto la vicepresidente del Consiglio dei governatori della Fed, Lael Brainard. “Questi eventi mostrano la necessità di chiare garanzie”, si legge nel testo già pubblicato dell’audizione che Brainard terrà giovedì davanti alla Commissione per i servizi finanziari della Camera americana.

Brainard, che in precedenza è stata governatore della Fed, ha affermato che “Le azioni che intraprendiamo ora, sia sul quadro normativo che su un dollaro digitale, dovranno essere solide per la futura evoluzione del sistema finanziario”.

Il presidente Joe Biden ha chiesto a marzo al Dipartimento del Tesoro di presentare entro sei mesi un rapporto sul “futuro della moneta”, ma la Brainard ha chiarito:  “Non è stata presa alcuna decisione sul fatto che una valuta digitale della banca centrale statunitense (Cbdc) farà parte di quel futuro. Riconosciamo che ci sono rischi nel non agire, così come ci sono rischi nell’agire”, ha aggiunto. “L’importante è che gli Stati Uniti svolgano un ruolo guida nello sviluppo di standard che disciplinano le transazioni finanziarie digitali internazionali”.

Giorgio Mulè: “Una legge sulle criptovalute è necessaria”

Anche l’Italia punta su una maggiore vigilanza. “Una legge sulle criptovalute è necessaria per evitare che ci sia il Far West in un settore che deve essere regolamentato e disciplinato per evitare che il crimine e operatori improvvisati possano prendere il sopravvento”, ha affermato Giorgio Mulè, sottosegretario alla Difesa con delega alla Cybersecurity che ha partecipato al convegno “Cybersecurity e Criptovalute, il commercialista nella sfida con la Modernità” organizzato dall’Associazione nazionale commercialisti. “Bisogna agire in fretta e bene per non essere superati da una forma nuova di rivoluzione monetaria che è già in atto”, ha aggiunto Mulè.

Il presidente dell’Anc Marco Cuchel ha affermato: “Manca completamente la regolamentazione di questo settore totalmente innovativo e intangibile che sta prendendo sempre più piede. Tuttavia ci sono delle proposte di legge che giacciono in Parlamento e che tentano di regolamentarlo. Il ruolo del commercialista può essere fondamentale considerato che una di queste proposte di legge lo include tra i soggetti che potranno andare a certificare queste transazioni finanziarie”

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