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IL REPORT

Capgemini, World Wealth Report 2018, “Paperoni” del mondo pronti a investire in criptovalute

Alto anche l’interesse verso servizi di gestione patrimoniale offerti dalle Big Tech. I più propensi alla finanza digitale sono gli High Net Worth Individual sotto i 40 anni, ma le società di wealth management non sempre offrono i dati e la consulenza richiesti

19 Giu 2018

Patrizia Licata

giornalista

L’economia globale cresce, i ricchi si arricchiscono e sono sempre più interessati a investire in criptovalute e si aprono ai servizi di gestione patrimoniale offerti dalle BigTech. E’ quanto emerge dal World Wealth Report 2018 pubblicato da Capgemini. Il miglioramento delle condizioni economiche globali ha favorito la crescita della ricchezza degli High Net Worth Individual (HNWI: coloro che hanno investito 1 milione di dollari o più in asset), che ha superato per la prima volta la soglia dei 70.000 miliardi di dollari. La ricchezza degli HNWI è aumentata del 10,6%: il 2017 si classifica così al secondo posto tra gli anni con il più ampio tasso di crescita di HNWI dal 2011.

Il nostro paese non fa eccezione. Tra il 2016 e il 2017, il numero di HNWI è incrementato di circa il 9%, da 251.500 a 274.000 individui  e l’Italia è stabile alla decima posizione della top 10 dei paesi mondiali per numero di HNWI, preceduta da Usa, Giappone, Germania, Cina, Francia, Regno Unito, Svizzera, Canada e Australia (in ordine dal primo al nono posto). In Italia la crescita della ricchezza è trainata dalla crescita del Pil all’1,6% nel 2017, rispetto allo 0,9% registrato nel 2016; dai prezzi del mercato immobiliare, saliti del 2,7% nel 2017, dopo aver registrato segni di ripresa nel 2016 (+1,3%); e dalla capitalizzazione di mercato aumentata del 23,8% nel 2017, dopo che nel 2016 si era fermata al 10,2%.

A livello globale, l’Asia-Pacifico e il Nord America rappresentano il 74,9% (1,2 milioni) dei nuovi HNWI e il 68,8% (4.600 miliardi di dollari) della crescita globale della ricchezza degli HNWI. Anche l’Europa ha ottenuto buone performance nel 2017 con un incremento del patrimonio degli HNWI pari al 7,3%. Secondo Capgemini, la ricchezza degli HNWI potrebbe raggiungere i 100.000 miliardi di dollari entro il 2025. Di pari passo con l’aumento delle persone con alti patrimoni netti, i Wealth Manager hanno registrato nel 2017 un altro anno di forti rendimenti, globalmente superiori al 20%.

Le criptovalute stanno ottenendo un interesse crescente come strumento di investimento e riserva di valore. Gli HNWI sono cauti ma aperti a detenere questo strumento della finanza innovativa: a livello globale, il 29% mostra un alto livello di interesse e il 26,9% dichiara di essere piuttosto interessato. Il potenziale delle criptovalute, in termini sia di rendimenti degli investimenti sia di riserva di valore, è apprezzato soprattutto dai più giovani: il 71,1% degli HNWI con un’età inferiore ai 40 anni attribuisce grande importanza alla ricezione di informazioni sulle criptovalute dalle principali società di gestione patrimoniale, rispetto al 13% degli HNWI con un’età superiore ai 60 anni. Tuttavia le società di wealth management hanno un atteggiamento che non soddisfa gli investitori: solo il 34,6% degli HNWI a livello globale dice di aver ricevuto le informazioni richieste sugli investimenti in criptovalute dai propri wealth manager.

Più del 50% degli HNWI ha anche manifestato interesse verso servizi di gestione patrimoniale offerti dalle Big Tech. Capgemini nota che l’ingresso dei big della tecnologia nel settore del wealth management sarà probabilmente caratterizzato da un approccio basato o su modelli collaborativi o di co-opetition. Sebbene un ingresso diffuso a livello globale delle Big Tech nel comparto della gestione patrimoniale rimanga incerto, nei prossimi 24 mesi le aziende principali del settore investiranno in tecnologie innovative come l’automazione e l’intelligenza artificiale (AI) e le società di gestione patrimoniale saranno chiamate a trasformare il modo in cui investono per il futuro e allontanarsi dai tradizionali modelli di budgeting per adottare un approccio più dinamico orientato al portafoglio.

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