Cashback, continuano le polemiche: privacy e costi nel mirino - CorCom

IL PIANO RIMBORSI

Cashback, continuano le polemiche: privacy e costi nel mirino

L’ufficio studi della Cgia segnala che la misura costerà in due anni 4,7 miliardi. Forza Italia chiede il blocco della app e presenta un’interrogazione in merito alla “fuoriuscita” di dati verso Paesi extra Ue. Intanto crescono i numeri: rimborsi accumulati già a 10 milioni, oltre 4 milioni di iscritti

14 Dic 2020

Non si placano le polemiche sul Cashback, il piano lanciato l’8 dicembre che consente di recuperare fino a 150 euro entro fine anno sulle spese effettuate con bancomat e carte di credito (sono escluse quelle online) e che da gennaio entrerà a regime (qui la Guida CorCom con le istruzioni per partecipare al Piano).

Dopo i disagi informatici sono ora i costi della misura e la questione della protezione dei dati inseriti dai consumatori nella piattaforma a finire sul banco degli imputati. L’Ufficio studi della Cgia, attraverso il coordinatore Paolo Zabeo, segnala che “nei prossimi 2 anni le risorse necessarie per finanziare il Cashback ammonteranno a 4,7 miliardi di euro. Una spesa smisurata che tutti gli italiani saranno chiamati a pagare per incentivare l’utilizzo della moneta elettronica, concorrendo così alla riduzione dei pagamenti in nero effettuati con il contante. Nella pratica, però, sarà un provvedimento che favorirà soprattutto coloro che possiedono una elevata capacità di spesa”. Su questo fronte Palazzo Chigi fa sapere che aver fissato il massimale a 15 euro per la singola transazione, è stata la “soluzione” per “garantire lo stesso trattamento per tutti i cittadini e di non favorire chi ha maggiore capacità di spesa”.

Si scalda anche il fronte privacy. In una nota congiunta Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, e il deputato Mauro D’Attis puntano il dito contro il collegamento della app IO (attraverso cui viene gestito il Cahsback) e fornitori di Paesi extra Ue. “L’app ­­­IO invia dati a soggetti terzi negli Stati Uniti, senza specificare in alcun modo quali dati e per quali finalità: una pratica ritenuta non sicura da parte dell’Unione Europea. A fronte del trattamento di dati estremamente sensibili, come i dati personali, i conti bancari e soprattutto le abitudini di acquisto di ogni singolo utilizzatore di IO, il Comitato europeo per la Protezione dei Dati (Edpb) richiede che alle Clausole Contrattuali Standard siano affiancate misure ulteriori rigorose e specifiche: cosa che la app in questione al momento non fa. Non è ammissibile che una pubblica amministrazione, distribuendo uno strumento finalizzato a raccogliere i dati di consumo di milioni di italiani, non fornisca un’informativa privacy adeguata. Per questi motivi il gruppo Forza Italia della Camera ha presentato un’interrogazione all’esecutivo“.

Nonostante le polemiche sta crescendo il consenso nei confronti del Cashback. Stando ai dati del fine settimana i rimborsi accumulati sfiorano già i 10 milioni e gli iscritti sono 4,2 milioni e hanno maturato bonus più di 52mila partecipanti. Sono, inoltre, 8 milioni le carte e app di pagamento associate al Cashback. Nel dettaglio: sono 4,7 milioni le carte di credito e oltre 2 milioni le carte PagoBancomat caricate solo sull’app IO; superano gli 1,2 milioni gli strumenti di pagamento attivati dagli altri canali disponibili.

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