Cashback: cos'è e come ottenere rimborso bonus pagamenti bancomat

I PILLAR DI CORCOM

Piano Cashback, via ai rimborsi per i consumatori: ecco come funziona

Si parte a dicembre in via sperimentale: 150 euro recuperati su una spesa fino a 1.500 euro. Da gennaio 2021 si entra a regime. Per partecipare bisogna scaricare l’app IO

06 Nov 2020

Il Piano Cashback che consente di recuperare il 10% della spesa fino a un massimo di 1.500 euro parte in via sperimentale a dicembre e in particolare in vista dello shopping della stagione natalizia.

Lo ha annunciato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il programma prevede il rimborso per gli acquisti effettuati attraverso bancomat e carte di credito presso gli esercenti fisici, ossia sono escluse le spese effettuate online.

Il programma, che fa il paio con la Lotteria degli Scontrini al via dal 1° gennaio 2021, punta a spingere l’uso della moneta “elettronica” ed abbattere dunque l’uso del contante con il duplice obiettivo di allineare l’Italia alla media europea e dare un colpo di accetta all’evasione fiscale.

Cos’è e come funziona il piano Cashback

Il Piano di rimborso parte nel mese di dicembre e punta a favorire i pagamenti digitali in particolare durante la stagione natalizia per consentire ai consumatori di recuperare fino al 150 euro, ossia il 10% su una spesa massima di 1.500 euro. Il rimborso arriverà ai consumatori a febbraio 2021 sul proprio conto corrente.

Come partecipare al Piano Cashback

Per partecipare al piano, ossia per ottenere i rimborsi, bisognerà essere cittadini maggiorenni residenti in Italia e soprattutto scaricare l’app per i servizi pubblici “IO” oppure accedere ad altri sistemi messi a disposizione degli operatori convenzionati con PagoPA. Per registrarsi bisogna comunicare il proprio codice fiscale nonché indicate un Iban per il rimborso su conto corrente. L’adesione sarà su base volontaria e sarà anche possibile disiscriversi dal programma, perdendo però in questo caso i punti accumulati per il rimborso.

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Disco verde dal Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha espresso il proprio parere favorevole sullo schema di decreto del ministero dell’Economia e delle finanze che regola il Cashback e che stabilisce i criteri e le condizioni per l’attribuzione dei bonus destinati a chi utilizzerà gli strumenti di pagamento elettronici.

A dare il via libera è stata nello specifico la Sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato, che consente così alla strategia del governo per incentivare l’e-payment di fare una altro passo in avanti.

Il Piano a regime da gennaio 2021

A partire da gennaio 2021 dalla fase sperimentale si passerà a quella a regime che prevede rimborsi ogni sei mesi sulla base dei punti accumulati.

Pagamenti digitali, gli italiani pronti per la svolta

Secondo la survey di Ambrosetti se gli italiani potessero scegliere tra tutti gli strumenti di pagamento disponibili, il 40,3% preferirebbe usare le carte, a fronte di reali volumi di pagamento cashless pari solamente al 12,9% delle transazioni. In altri termini, è visibile una maggiore predisposizione degli italiani a utilizzare le carte di pagamento rispetto all’effettivo utilizzo, a conferma dell’importanza delle misure di policy a supporto della cashless society.

Questa discrepanza può essere parzialmente spiegata dagli ostacoli che i cittadini ancora oggi percepiscono nell’utilizzo dei pagamenti cashless: costi di utilizzo (46,9% delle risposte), maggiore esposizione a possibili frodi (43,0%) e difficoltà di accettazione da parte degli esercenti (42,5%), riscontrata quest’ultima da1 italiano su 3 nell’ultimo anno.

In Italia il contante predomina, si punta ad abbattere evasione fiscale

L’Italia rimane un’economia cash-based e tra le 30 peggiori economie al mondo per incidenza del contante su Pil (pari ad 11,8%) nel Cash Intensity Index. Rimanendo sul confronto internazionale, con un punteggio medio di 3,64 su 10 registrato nel Cashless Society Index 2020, l’Italia resta ferma, per il terzo anno consecutivo, in23° posizione su 28 Paesi Ue. Il divario dell’Italia dai best performer internazionali è riconducibile anche a una forte disomogeneità territoriale: il Regional Cashless Index 2020 vede confermarsi in prima posizione la Lombardia, con un punteggio di circa una volta e mezza superiore rispetto alla Calabria che chiude la classifica regionale. Ancora più marcati sono i divari tra le Città Metropolitane, misurate dal Metropolitan Cities Cashless Index introdotto in questa edizione della Community: Milano, prima Città in classifica, ha un punteggio 3 volte superiore rispetto all’ultima della classifica (Catania)

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